General Motors fa un altro passo indietro nella corsa alle batterie per auto elettriche negli Stati Uniti. Il gruppo di Detroit ha deciso di cedere a Samsung SDI la propria partecipazione del 49,99% nella joint venture creata per costruire un impianto da 3,5 miliardi di dollari a New Carlisle, in Indiana. Il produttore coreano di batterie assumerà così il pieno controllo del progetto, nato quando le prospettive di crescita del mercato americano dei veicoli elettrici erano decisamente più robuste.
Come si legge in un documento depositato in borsa dalla società coreana, Samsung SDI acquisirà la quota di GM e trasformerà SDI-GM Synergy Cells Holdings in una controllata al 100%. L’operazione comprende anche il terreno di circa 680 acri sul quale sorge il sito produttivo. Non è ancora stato definito nel dettaglio quale sarà il futuro della fabbrica, ma il gruppo sudcoreano ha già indicato che potrà utilizzarla per soddisfare la domanda di batterie proveniente da più applicazioni e non più solo le auto elettriche, compresi soprattutto i sistemi di accumulo energetico (Ess).
Dietro la separazione c’è soprattutto un mercato americano delle auto elettriche cresciuto meno rapidamente di quanto GM e Samsung SDI prevedessero quando avevano annunciato la joint venture nel 2024. «Il cambiamento dell’assetto proprietario è stato deciso tenendo conto dei mutamenti del mercato avvenuti da quando è stata annunciata la joint venture, compresa la crescita della domanda di veicoli elettrici più lenta del previsto», ha spiegato Samsung SDI. I due partner hanno quindi deciso di «cercare altre forme di cooperazione» al di fuori della società comune.
Il progetto originario prevedeva una capacità produttiva annuale iniziale di 27 gigawattora e l’avvio della produzione di massa nel 2027. La costruzione dello stabilimento aveva però già rallentato nei mesi scorsi proprio a causa dell’indebolimento della domanda.
La frenata si inserisce in un ripensamento più ampio degli investimenti elettrici dell’industria automobilistica americana. GM e gli altri costruttori hanno ridimensionato i programmi produttivi dopo l’eliminazione, lo scorso settembre, del credito fiscale federale da 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici da parte dell’amministrazione Trump. Le case continuano a sviluppare e commercializzare modelli a batteria, ma stanno adeguando capacità e investimenti a volumi inferiori rispetto alle attese formulate negli anni del boom.
Quello dell’Indiana non è un caso isolato. A marzo GM e LG Energy Solution avevano deciso di riconvertire un altro stabilimento di batterie in Tennessee, originariamente dedicato alle auto elettriche, per produrre celle destinate ai sistemi di accumulo energetico. È un’indicazione di come la capacità produttiva costruita negli Stati Uniti durante la grande espansione degli investimenti nelle batterie stia cercando nuovi sbocchi. Il mercato degli ESS, sostenuto dalla crescita delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e dei data center, può offrire ai produttori una domanda alternativa rispetto a quella automobilistica.
Samsung SDI modificherà ora il proprio piano di investimento per l’impianto dell’Indiana, anche se le cifre e la configurazione definitiva non sono ancora state stabilite. L’uscita di GM dalla joint venture non significa però la fine della partnership con il gruppo coreano. Samsung SDI ha annunciato parallelamente un nuovo accordo con General Motors per sviluppare insieme batterie prismatiche di nuova generazione destinate a possibili futuri modelli elettrici.
Una strada simile è stata imboccata da Stellantis, che negli anni della corsa all’elettrico e con il precedente ceo Carlos Tavares aveva costruito in Nord America una rete di joint venture con i produttori coreani di batterie. A febbraio il gruppo ora guidato da Antonio Filosa ha ceduto per appena 100 dollari a LG Energy Solution la propria quota del 49% di NextStar Energy, la joint venture proprietaria della gigafactory di Windsor, in Canada, nella quale sono stati investiti oltre 5 miliardi di dollari canadesi. LG ha assunto il pieno controllo dell'impianto e punta a utilizzarne una parte crescente della capacità per i sistemi di accumulo energetico, continuando comunque a fornire batterie a Stellantis.
Ma anche il gruppo di Filosa ha avviato discussioni con la stessa Samsung SDI sul futuro di StarPlus Energy, la joint venture che gestisce gli stabilimenti di Kokomo, in Indiana, valutando anche una possibile uscita dalla partnership, secondo indiscrezioni degli ultimi mesi. Le due parti starebbero ancora trattando, ma Stellantis dovrebbe essere la prossima ad annunciare la separazione con il gruppo coreano e l’uscita dalla jv americana sulle batterie. (riproduzione riservata)