Anche nel 2022 continua il dominio delle aziende americane nel retail a livello globale, ma i player italiani mostrano segnali di crescita. Dalla 26esima edizione del Global Powers of Retailing di Deloitte emerge che i 250 retailer più importanti al mondo hanno generato un fatturato di 5.650 miliardi di dollari tra luglio 2021 e giugno 2022, in crescita dell’8,5%. In cima al podio si posizionano tre colossi Usa come Wal-Mart, Amazon e Costco. I principali player italiani restano ben lontani: Conad è 64esimo, Coop Italia è 87esima, Esselunga è 116esima ed Eurospin, che recupera otto posizioni, è 145esimo. Ma la gdo italiana registra un andamento positivo: solo Coop subisce una leggera flessione, mentre gli altri tre player chiudono con ricavi in crescita rispetto all’anno finanziario 2019.
I primi dieci player in classifica rappresentano il 34% del fatturato generato dai 250 maggiori retailer al mondo. La Top 10 registra una crescita annua dell’8%, mentre il margine netto complessivo della top 10 sale dello 0,2% rispetto al 3,9% dell’anno fiscale 2020. In particolare, Target, Walgreens e Amazon vedono aumentare i net profit margin di oltre l’1,5% nell’anno fiscale 2021. Nella Top 250 l’Europa si conferma l’area geografica più rappresentata: sono 90, tre in più dell’anno precedente e 11 più del Nord America.
Le aziende europee contribuiscono al 33,2% delle retail revenue complessive della top 250. I Paesi più rappresentati sono Germania (17 aziende), Regno Unito (19) e Francia (12). Ma delle società europee solo due rientrano nella Top 10: le tedesche Schwarz (4°) e Aldi Einkauf (9°). L’unica azienda in Top 10 non europea o statunitense è la cinese JD.com, che registra una crescita annuale del 25,1% e si colloca in settima posizione.
«Pur operando in uno scenario ancora ricco di sfide, il mondo del retail ha visto una ripresa anche grazie al parziale allentamento delle restrizioni pandemiche e al ritorno alle abitudini di consumo e acquisto pre-pandemia», commenta Enrico Cosio, partner Deloitte responsabile del settore retail, wholesale & distibution. «Tra i vari operatori quelli del settore dell’abbigliamento hanno maggiormente beneficiato del ritorno alla normalità, registrando un aumento delle vendite del 31,3% rispetto al calo del 14% dell’anno precedente. I retailer del mondo del lusso hanno ottenuto performance eccezionali e anche i grandi magazzini hanno avuto una crescita dei ricavi del 25,7%». (riproduzione riservata)