Le raccolte delle banche reti quotate parlano la lingua del risparmio gestito, che torna a dominare le raccolte dopo un biennio in cui, complici gli elevati tassi di interesse e la concorrenza del Btp, l’amministrato si era ritagliato una fetta sempre più grande nel mix dei consulenti.
Nel mese di giugno Fineco ha messo a segno una raccolta netta di 848 milioni di euro, di cui l’83% (707 milioni) proveniente dal gestito. Da inizio anno la banca guidata dall’ad Alessandro Foti ha raccolto 6,6 miliardi.
Fineco Asset Management (Fam), braccio di risparmio gestito del gruppo, ha raggiunto nel mese il risultato migliore del 2025, con una raccolta retail di 440 milioni. Le masse complessive di Fam si attestavano a fine mese 38,2 miliardi: 26,5 miliardi nella componente retail (+22% annuo) e 11,6 miliardi in quella istituzionale. L’incidenza della componente retail rispetto al patrimonio totale della banca è salita al 38,7% dal 35,4% di un anno fa.
Al contempo, Fineco ha ampliato la base di clienti, che nel mese di giugno sono cresciuti dal 39% rispetto a un anno fa. Questa dinamica, spiega la banca in una nota, ha sostenuto i ricavi del brokerage, che a giugno sono stimati a circa 19 milioni. Da inizio anno i ricavi sono invece pari a 128,5 milioni (+15%).
L’asset mix ha sorriso ancora di più a Banca Mediolanum: l’istituto guidato da Massimo Doris ha archiviato il mese di giugno con una raccolta di 721 milioni: 762 milioni di afflussi sul gestito e riscatti per 41 milioni dall’amministrato.
Da inizio anno Mediolanum ha raccolto 6,1 miliardi, che si confrontano con i 5,7 del primo semestre del 2024. Sul totale, il gestito ha pesato per 4,5 miliardi.
A comunicare i suoi dati di raccolta c’è stata oggi, lunedì 7 luglio, anche Anima: la sgr, priva di una rete di distribuzione (quindi la raccolta conteggia in massima parte il risparmio gestito) ha messo a segno nel corso del mese di giugno deflussi per 16 milioni, escluse le deleghe assicurative di Ramo I.
Ma un aspetto importante non va trascurato: la componente retail della società guidata dall’ad Alessandro Melzi d’Eril nel corso del mese è andata in attivo per 258 milioni (2,5 miliardi da gennaio), mentre la parte istituzionale è stata negativa per 279 milioni (ma è in positivo di 1,5 miliardi da gennaio). (riproduzione riservata)