
Nonostante l’interesse dal lato della domanda, sono diffusi i dubbi relativi ai rischi di greenwashing, cioè all’effettivo conseguimento degli obiettivi di rispetto ambientale e sociale. È in particolare in questo disallineamento, spiega Consob, che c’è spazio di manovra per migliorare il rapporto tra risparmiatori e consulenti, chiamati sempre di più a svolgere anche il ruolo di educatori finanziari. Sugli altri temi, invece, il grado di sintonia tra offerta e domanda di consulenza è soddisfacente.
L’indagine, giunta alla sua quarta edizione, è stata effettuata con il metodo cosiddetto “a specchio” (mirroring), che consiste nel sottoporre lo stesso questionario di domande a entrambe le parti dell’interlocuzione, consulenti e risparmiatori, per poi analizzare le sintonie e le distonie nelle risposte. In linea con le edizioni degli anni precedenti la ricerca mette a fuoco in particolare i temi della sostenibilità, sintetizzati nell’acronimo Esg: E (Environment, cioè ambiente), S (Social, cioè gli aspetti sociali) e G (Governance, ovvero il governo societario).
In particolare, l’indagine evidenzia quanto sia importante che i consulenti assecondino la sensibilità dei propri clienti rispetto ai temi della sostenibilità,
fornendo una chiara e comprensibile illustrazione della gamma di prodotti offerti, e li supportino nell’acquisire informazioni in merito all’effettivo
conseguimento degli obiettivi ambientali, sociali e di governance legati ai singoli prodotti/emittenti.
Un’ulteriore area di possibile intervento a beneficio dell’interazione tra consulente e cliente messa in luce dal Rapporto discende dalla necessità di rendere più solide conoscenze e aspettative dell’investitore favorendo uno scambio più approfondito in merito alle caratteristiche dei prodotti raccomandati e dell’allocazione di portafoglio prescelta.