Banche ma non solo. I mercati azionari europei possono dare belle soddisfazioni agli investitori, se si sceglie di puntare sulle eccellenze che nel lungo periodo hanno mostrato una crescita di qualità degli utili. Un ambito nel quale il Vecchio continente (Italia inclusa) è invidiato a livello globale. A dirlo è Wolfgang Fickus, product specialist del fondo Comgest Growth Europe (+11,7% da inizio anno).
Domanda. Perché preferire le azioni europee a quelle Usa?
Risposta. Mentre l'anno scorso l'attenzione degli investitori si è spesso concentrata sullo sprint delle società tecnologiche Usa, molte aziende europee affermate mostrano altre qualità grazie alla propria longevità e alla stabilità dei rendimenti azionari a lungo termine. L'Europa ha una tradizione più solida rispetto agli Stati Uniti e uno stile di vita molto apprezzato, con brand forti come Lvmh, Hermès, L'Oréal, Inditex, Ferrari o Campari. Questi marchi sono unici nel mondo. Anche nel settore tecnologico l'Europa detiene un pilastro del settore dei semiconduttori, Asml, ma non solo. Nel campo della salute offre innovazione e leadership di mercato nel trattamento del diabete e dell'obesità con Novo Nordisk, oltre a una dinamica industria biotecnologica. Insomma, ci sono molte ragioni di natura bottom-up per investire in Europa anziché negli Stati Uniti.
D. Come selezionare i titoli a livello di valutazioni?
R. Gli errori nell'analisi della qualità di un'azienda o del suo vantaggio competitivo sono particolarmente critici per gli investitori di tipo quality growth. Infatti la qualità rappresenta la protezione di sicurezza per la crescita a lungo termine degli utili, che guida il valore delle azioni. Se l'utile per azione di un'azienda aumenta del 15% annuo per cinque anni, allora raddoppia e quadruplica in 10 anni. Perdere qualche punto sul rapporto prezzo-utili lungo il percorso non cambierà la situazione in modo significativo. Tuttavia, una forte diminuzione dei profitti, quindi una mancanza di qualità, avrà un impatto significativo.
D. Quali settori preferire e perché?
R. Ci piacciono molto le società che vantano una notevole longevità, e che continuato a registrare una crescita sostenibile per lunghi periodi di tempo, con elevata visibilità degli utili. Abbiamo una forte esposizione ai brand di consumo europei perché sono unici e ammirati in tutto il mondo, come nel caso di L'Oréal. In un mercato estremamente frammentato come quello del beauty, la quota controllata da L'Oréal è passata dal 10% del 2001 a circa il 15% nel 2022. L'azienda ha incrementato la propria quota di mercato attraverso l'espansione organica dei marchi esistenti e con l'acquisizione di nuovi. Deteniamo molte azioni nel settore sanitario e dell'It. Entrambi i settori offrono un vento di coda in termini di crescita difensiva e dinamica. I prodotti sanitari sono vitali per il cliente e quindi poco sensibili al ciclo economico, oltre a essere resilienti nei momenti di crisi. Lato tech invece l'intelligenza artificiale è stata la principale forza trainante della domanda di semiconduttori negli ultimi anni. Da qui si spiega la nostra esposizione alle realtà che presentano vantaggi competitivi più solidi nel settore tecnologico, come Asml.
D. Quali aree geografiche del continente e quali capitalizzazioni preferire?
R. Le aziende di qualità diventano globali a un certo punto del loro sviluppo perché i loro prodotti e servizi sono unici. Per questo motivo le società di tipo quality growth a cui siamo esposti hanno un'impronta globale in termini di vendita. Non prediligiamo alcuna area geografica dell'Europa perché evitiamo l'esposizione al contesto economico e a una crescita idiosincratica. Le società a piccola e media capitalizzazione hanno toccato un minimo di valutazione di 20 anni rispetto alle large cap europee di qualità, nonostante una crescita simile o addirittura superiore.
D. Quale outlook per le borse europee da qui a fine anno, anche in vista delle mosse della Bce?
R. Dopo la forte rivalutazione avvenuta da novembre 2023, la diminuzione dei tassi di interesse è stata già recepita dai mercati azionari europei. La seconda fase del mercato rialzista, se ci sarà, dovrà essere per forza guidata dalla crescita dinamica degli utili. Pertanto, riteniamo che il mercato non perdonerà delusioni sugli utili nel corso dell'anno, a differenza di quanto accaduto nel 2023. Il miglior antidoto a utili deludenti è la qualità delle nostre scelte di investimento. In un mercato azionario potenzialmente volatile, crediamo che le aziende quality growth possano esprimere il loro potenziale rispetto alle aziende cicliche prive di vantaggi competitivi. L'inflazione salariale persistente potrebbe diventare un particolare ostacolo per queste ultime. (riproduzione riservata)