Luigi Ferraris si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Fibercop. L’ufficialità è arrivata nella serata del 23 gennaio, al termine di un cda fiume.
Il cda di Fibercop ha accettato all’unanimità la proposta dell’ad di dimettersi, con la guida del gruppo che passa al presidente Massimo Sarmi, accompagnato dalla prima linea dei manager. Il board, come specificato dalla nota di Fibercop, ringrazia Ferraris per il lavoro svolto e «avvierà la ricerca del successore», tanto che dietro le quinte sono già partite le speculazioni sul nome del successore.
Tuttavia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, non ci sarebbe ancora un preferito dagli azionisti e non sarebbe attesa, almeno allo stato attuale delle cose, una nomina a stretto giro. Il processo non dovrebbe essere breve perché prevederebbe l’affidamento dell’incarico a un cacciatore di teste e, nonostante la selezioni tocchi a Kkr, sarà necessaria anche l’approvazione del Mef.
Malgrado nelle ultime ore siano emersi più nomi candidabili, in base a quanto raccolto da questo giornale sarebbe emerso solo un identikit del candidato ideale: è realistico che la persona che prenderà il timone di Fibercop dovrà avere non solo le competenze finanziarie adeguate per mettere a terra il corposo piano di investimenti miliardari per diffondere la fibra in Italia, ma anche comprovate esperienze e conoscenze tecniche nel settore.
Su questa scia sono circolati più nomi: da Alberto Calcagno (ex Fastweb) ad Alberto De Paoli (ex Enel), fino ad arrivare a Laura Cioli (Sirti) e Luigi Gubitosi (ex Tim). Ipotesi che però che al momento non sembrano avere basi solide.
Ma la priorità rimane definire il piano industriale. La convinzione è che all’interno della prima linea e del board, come testimonierebbe la redistribuzione delle deleghe, ci siano le competenze sufficienti per trovare una sintesi nelle prossime settimane sul tema, in modo da raggiungere il traguardo entro marzo come da previsioni.
Tra i bond quotati e la deadline del 30 giugno 2026 per il piano Italia a 1 Giga finanziato dal Pnrr, infatti, i tempi iniziano a essere stretti. E anche per lo stesso successore di Ferraris sarebbe difficile entrare in corsa e riuscire a incidere sul piano industriale in poche settimane.
Luigi Ferraris ha scelto di rassegnare le sue dimissioni dal ruolo di amministratore delegato nel corso della riunione del board della società della rete ex Tim, a soli sei mesi di distanza dal suo insediamento.
Ferraris era stato nominato amministratore delegato di Fibercop a luglio, dopo un triennio alla guida di Fs e una lunga esperienza precedente in ruoli di vertice di società di primo livello come Terna, Poste ed Enel. Il suo addio non è stato apprezzato dai sindacati, che nella giornata di ieri hanno invocato dal governo risposte sul futuro del settore delle telecomunicazioni e dei suoi lavoratori. (riproduzione riservata)