La degenerazione maculare legata all’età neovascolare o “umida” e l’edema maculare diabetico sono due patologie retiniche che colpiscono nel mondo oltre 40 milioni di persone e in Italia oltre 500mila. In occasione della Giornata mondiale della vista, che si è celebrata il 13 ottobre, Roche ha annunciato l’approvazione da parte dell’Aifa della rimborsabilità in Italia di faricimab, il primo anticorpo bispecifico per curare queste due malattie che costituiscono importanti cause di riduzione grave della vista, soprattutto fra le persone con più di 50 anni.
Il farmaco è specifico per il suo meccanismo unico a doppia azione, che neutralizza sia la molecola angiopoietina 2 (Ang-2) sia il fattore di crescita endoteliale vascolare A (VEGF-A), due vie metaboliche connesse a varie patologie retiniche. In particolare faricimab agisce per stabilizzare i vasi sanguigni attraverso l’inibizione delle vie Ang-2 e Vegf-A, riducendo in questo modo l’infiammazione e la crescita di vasi anomali (la neovascolarizzazione) in misura maggiore rispetto all’inibizione del solo Vegf-A. La stabilizzazione duratura dei vasi sanguigni dovrebbe favorire il controllo della malattia e risultati visivi e anatomici più a lungo nel tempo.
«L’approvazione di faricimab da parte di Aifa offre, dopo tanto tempo, la possibilità di proporre una nuova opzione terapeutica ai pazienti con degenerazione maculare legata all’età neovascolare e con edema maculare diabetico», commenta Giovanni Staurenghi, ordinario di malattie dell’apparato visivo dell’Università statale di Milano, ospedale Sacco. «Questo meccanismo d’azione innovativo ha mostrato di garantire l’efficacia riducendo il numero di somministrazioni annuali di iniezioni intravitreali. Si tratta di un passo avanti importante per i pazienti e per l’intera comunità scientifica».
Finora i soggetti affetti da queste due patologie si sottoponevano a iniezioni intraoculari di farmaci anti Vegf ogni 1 o 2 mesi circa. In base ai risultati degli studi di fase III, faricimab costituisce invece l’unico farmaco oculare iniettabile che consente ai pazienti di sottoporsi al trattamento a intervalli fino a quattro mesi. La riduzione della frequenza delle iniezioni, garantendo un mantenimento o miglioramento nel tempo della vista potrebbe quindi migliorare anche l’aderenza dei pazienti al piano terapeutico, rendendolo meno gravoso.La degenerazione maculare senile neovascolare si caratterizza per la crescita incontrollata di nuovi vasi sanguigni anomali sotto la macula, la parte della retina deputata alla visione centrale. Ciò causa gonfiore, sanguinamento e in alcuni casi fibrosi. L’edema maculare diabetico rappresenta una complicanza del diabete di tipo 1 e 2 prodotta dagli alti livelli del glucosio che deteriorano i piccoli vasi sanguigni della retina i quali, danneggiati, iniziano a sanguinare e riversare liquidi nella macula provocando l’edema. (riproduzione riservata)