La vicenda del fallimento di Fwu, la compagnia lussemburghese che ha collocato oltre 100.000 polizze per un valore stimato in 400 milioni di euro in Italia, si arricchisce di nuovi particolari. L’Autorità di vigilanza lussemburghese ha infatti pubblicato due nuovi comunicati per entrare nello specifico del recupero degli investimenti fatti dai clienti della società assicurativa la cui capogruppo tedesca è stata fondata da Manfred Dirrheimer.
Dall’analisi dei nuovi dati, emergono due notizie: la prima, positiva, è che i fondi ci sono, pare anche abbondanti, quindi è importante ora seguire l’iter corretto per insinuarsi nel passivo del fallimento. La seconda è che i tempi previsti per arrivare in fondo al percorso si allungano da tre a sei anni. Infatti il Lussemburgo non ha scelto la via legale semplificata e ha previsto tre anni solo per raccogliere le richieste di rimborso dei clienti. Da lì in poi, secondo fonti legali di MF-Milano Finanza, ci vorrà altrettanto tempo per arrivare ad un punto fermo.
In un comunicato di sintesi, l’Autorità sulle assicurazioni, Caa, «ha inteso rassicurare i risparmiatori», interviene l’avvocato Antonio Pinto, responsabile del settore prodotti finanziari di Confconsumatori, «poiché il tribunale del Lussemburgo ha chiarito che la liquidazione (in data 31 gennaio 2025, ndr) non comporta la perdita totale dei risparmi per i titolari di polizze o per i loro beneficiari. Il valore degli attivi vincolati sarà infatti assegnato in via privilegiata ai risparmi dei titolari di polizze, in modo equo».
La Caa ha chiarito anche i due passaggi essenziali della procedura: entro sei mesi dalla sentenza, il liquidatore invierà ai titolari di polizze una dichiarazione di credito precompilata. Tutti i dettagli pratici saranno specificati in questa comunicazione. A quel punto, i titolari delle polizze dovranno presentare al liquidatore una dichiarazione di credito entro il 31 gennaio 2028.
Con un secondo comunicato, la Caa ha pubblicato un estratto del provvedimento del tribunale indicando quali sono le norme lussemburghesi applicabili alla liquidazione e ha ricordato che gli interessi su debiti non garantiti da privilegio sono sospesi. A quel punto, vengono stilati gli elenchi delle dichiarazioni ammissibili. Decorsi i dieci giorni per presentare opposizione, i crediti saranno ammessi tramite un verbale. Intanto il liquidatore informerà i creditori le cui dichiarazioni di credito sono state oggetto di opposizione, inviando una raccomandata.
Se i creditori non impugneranno la decisione entro 40 giorni dalla data di invio della raccomandata, la dichiarazione di credito sarà respinta. Secondo l’avvocato Pinto, i nuovi comunicati della Caa «confermano che esistono ingenti attivi posti a riserva presso la banca depositaria e che i titolari di polizze hanno un concreto asset su cui fare affidamento per il recupero – quantomeno parziale – dei propri investimenti. Sono criticabili sia i tempi eccessivamente lunghi della procedura, sia il fatto che ad oggi non appare prevista nessuna semplificazione rispetto alla procedura ordinaria prevista dalle norme lussemburghesi». (riproduzione riservata)