Le associazioni dei consumatori Codici, Confconsumatori e Sna, il sindacato nazionale agenti di assicurazione, ha emesso una nota congiunta sul fallimento di Fwu, la compagnia assicurativa lussemburghese fondata da Manfred Dirrheimer, che ha collocato polizze a oltre 110.000 italiani per un valore complessivo stimato in 400 milioni di euro. E che è stata dichiarata fallita a fine gennaio dal tribunale locale.
Le tre sigle italiane sottolineano che Fwu ha fatto sottoscrivere le polizze «tramite canali di brokeraggio assicurativi o finanziari ma non tramite agenti assicurativi», inoltre rilevano nella nota «una fortissima criticità sui prodotti, che ad oggi, alla luce della futura insinuazione al passivo, appaiono capestro».
Infatti le polizze prevedono che i costi assicurativi e le commissioni della compagnia siano concentrati «nei primi 5 anni di contratto, con la conseguenza che i versamenti fatti nei primi 5 anni non sono garantiti da riserve tecniche e probabilmente finiranno nel tritacarne dei crediti chirografari con assoluta incertezza di recupero». Per esempio, ragionano le associazioni, «molte persone che hanno versato 10 anni di premi assicurativi riscontrano valori di polizza, investiti in fondi, pari al 50% dei loro versamenti, con la conseguenza che avranno – con elevata probabilità – la possibilità di recuperare dalla liquidazione Fwu soltanto la metà di quanto versato. Si tratta di un meccanismo contrattuale assolutamente vessatorio e avulso alla prassi seguita dalle compagnie italiane».
Di conseguenza il mondo dei consumatori e degli agenti assicurativi «si chiede dov’era Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, quando i broker e i promotori finanziari italiani proponevano questi contratti, quali e quanti controlli abbia svolto su queste vendite e, soprattutto, se non intenda intervenire con una massiccia attività ispettiva a tappeto sui broker e i promotori finanziari che hanno ceduto le polizze». Marco Festelli, presidente nazionale di Confconsumatori, sottolinea che «occorre creare in Italia una seria authority a tutela degli assicurati italiani per scongiurare eventi simili». (riproduzione riservata)