Energia e AI sono i fattori che decideranno le politiche fiscali e soprattutto monetarie, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. «Ci troviamo in una situazione in cui l’economia globale è presa tra due forze. Due shock di offerta. Uno negativo che è l'energia, che frena la crescita e aumenta le pressioni inflazionistiche. L’altro è l'intelligenza artificiale che ha l'effetto opposto: sostiene la crescita e comprime l’inflazione attraverso i guadagni di produttività. Quale di queste due forze vincerà determinerà le politiche fiscali ed economiche, ma soprattutto la politica monetaria. È un problema di tempi», ha detto Panetta a margine del G7 delle Finanze a Parigi.
L'andamento dell'economia globale è «legato alle sorti, alla durata, all’intensità della guerra e poi alle conseguenze sul settore energetico», ha detto il governatore della Banca d’Italia spiegando che questo è stato uno degli argomenti trattati nella riunione.
Tra gli altri temi Panetta ha indicato «quello degli squilibri globali, la posizione passiva del saldo di conto corrente degli Stati Uniti, la posizione attiva cinese e in parte anche dell’area euro. Terzo argomento trasversale che ha toccato l’economia, il commercio internazionale e i mercati è stato l’intelligenza artificiale che ormai è diventata una forza molto importante».
L’impatto dell’AI può arrivare anche al settore bancario: nei giorni scorsi la Bce ha lanciato l’allarme sull’impatto del sistema Mythos di Anthropic, come riportato su MF-Milano Finanza del 13 maggio.
La Bce potrebbe rispondere al rialzo dei prezzi dell'energia alzando i tassi (ora al 2%) nella prossima riunione dell'11 giugno.
È arrivato un segnale in questa direzione anche dal presidente della Bundesbank Joachim Nagel: «Lo shock dell’energia sta diventando più persistente, ci stiamo allontanando dal nostro scenario di base», ha detto Nagel a Bloomberg Tv. «Ciò significa che forse dovremo intervenire».
Il presidente della Bundesbank ha osservato che il consiglio direttivo deciderà sulla base dei dati, ma ha precisato che sono in crescita le pressioni sui prezzi. «Sta aumentando la probabilità di un aumento dell'inflazione ovunque. È un aspetto che dobbiamo considerare e lo faremo nella prossima riunione».
Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, ritiene che la Bce alzerà i tassi due volte, mentre per la Fed potrebbe diventare difficile il taglio atteso con la presidenza di Kevin Warsh.
«Per la Fed, nonostante l’arrivo di un presidente più vicino a Trump, sarà più difficile procedere a un ribasso dei tassi perché il mercato del lavoro sta andando abbastanza bene. Non è da escludere un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi», ha detto l’economista alla presentazione del rapporto sui settori industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia. Riguardo invece alla Bce, secondo De Felice «la situazione è più chiara, ma meno favorevole: l’inflazione sta salendo e la Bce ha solo il mandato sulla stabilità dei prezzi: prevediamo un paio di rialzi, il primo già l’11 giugno e il secondo a luglio», anche se quest’ultimo potrebbe essere rinviato «a settembre se la situazione migliorasse».
Intanto, in tema di pagamenti, i dati di Bankitalia hanno segnalato che nel 2025 è aumentato in Italia il ricorso alle carte di debito ed è salito in modo rilevante il numero di bonifici istantanei, balzati dai 15 milioni del quarto trimestre 2022 ai circa 100 milioni del quarto trimestre del 2025 (sui 347 milioni di bonifici totali) per effetto della nuova direttiva Ue che ha annullato il divario di costo rispetto alle operazioni ordinarie. (riproduzione riservata)