Accordo Ue sul modello di remunerazione dell’euro digitale e sulle commissioni per i commercianti. L’intesa raggiunta ieri in un incontro tra i relatori ombra della commissione economica (Econ) del Parlamento Europeo dovrebbe ora consentire di accelerare i negoziati.
Resterebbero i nodi legati ai limiti individuali di possesso e al corso legale della valuta. Secondo alcune fonti, il relatore spagnolo Fernando Navarrete (Ppe) ha raggiunto un compromesso con Ppe, S&D, Renew, Verdi e Sinistra su un testo al riparo da sorprese in plenaria.
In seguito all’accordo politico (in particolare sull’articolo 17 della proposta), è apparsa concreta la prospettiva di un testo sostenuto dai gruppi della maggioranza nel voto in Econ del 23 giugno e nella plenaria del 6-9 luglio. Si aprirebbe così la strada ai triloghi del Parlamento con Commissione e Consiglio.
Nelle trattative sono stati introdotti alcuni elementi considerati rilevanti dalla delegazione italiana di cui fanno parte Pasquale Tridico del M5S e Marco Falcone di Forza Italia. Tra questi c’è il rafforzamento nella fase transitoria del principio del trattamento proporzionato per le transazioni di piccolo importo e per i piccoli commercianti, mentre riguardo alla fase definitiva c’è stata un’apertura a commissioni vicine allo zero sulle microtransazioni per i commercianti, sulla base di una valutazione della Commissione e dei dati di mercato.
Inoltre è stato inserito un riferimento all’assenza di scheme e processing fee nel calcolo del tetto alle commissioni ed è stata prevista una revisione più frequente del passaggio a un modello di commissioni basato sui costi. (riproduzione riservata)