Il trend in atto da mesi nell’industria dei fondi comuni italiana potrebbe presto coinvolgere anche quella degli Etf e allargarsi a tutta Europa: ottobre è stato un mese di raccolta record per i comparti a reddito fisso. Non un dettaglio scontato, visto che questi prodotti di risparmio gestito quotati sono nati in prima istanza per permettere l’accesso a basso costo ai grandi indici di mercato azionari.
L’appetito per i bond è però il vero trend dell’autunno 2025: secondo quanto rilevato da Vanguard, la raccolta europea a ottobre è stata pari a 28,6 miliardi per gli Etf azionari e a 17,6 per gli obbligazionari. I rapporti di forza non si sono invertiti ma va segnalato, sottolinea la società di gestione, che gli afflussi di ottobre hanno segnato un nuovo record annuale per l'asset class a reddito fisso (il precedente primato, registrato a giugno, era di appena 9,5 miliardi) e hanno permesso di triplicare il dato di settembre.
All’interno del mondo obbligazionario, prosegue lo studio, gli investitori in Etf hanno preferito le esposizioni all’area euro (10,4 miliardi di dollari, record annuale), mentre a livello di categoria la prima scelta sono state le obbligazioni societarie, con un saldo di 7,1 miliardi.
E l’azionario? Un altro studio pubblicato ieri e firmato da Amundi, sempre relativo al mercato europeo, ha rilevato un ritorno di fiamma tra investitori del Vecchio Continente e borse Usa. Le strategie statunitensi hanno infatti guidato i flussi, con 6,4 miliardi di euro raccolti nel corso del mese. L'allocazione verso gli indici statunitensi è risultata peraltro ampia e generalizzata, con un focus sulle large cap. Al contrario, i flussi verso le azioni europee hanno mostrato una maggiore dispersione: ciò significa che gli investitori hanno rivolto le loro preferenze verso specifici settori.
Nel complesso, prosegue Amundi, il settore della difesa ha attratto quasi un miliardo, la robotica 593 milioni, le strategie legate alla tecnologia 2,4 miliardi e il settore industriale 1,2 miliardi. Anche gli indici focalizzati sul comparto sanitario hanno raccolto circa un miliardo, riflettendo le preoccupazioni del mercato riguardo alle valutazioni delle azioni statunitensi e un posizionamento più difensivo.
Al contempo le strategie income smart beta (cioè quelle multi-fattoriali orientate alla generazione di reddito) hanno registrato afflussi intorno al miliardo, mentre sono stati registrati deflussi pari a 766 milioni dalle strategie minimum volatility (quelle orientate a ridurre al minimo la volatilità). Questo comportamento, osservano gli analisti della casa di gestione francese, «indica che gli investitori, riluttanti ad andare contro il mercato, preferiscono settori difensivi per proteggersi in modo da poter continuare a beneficiare del potenziale rialzo del mercato».
La ricerca sul mercato europeo degli Etf sta cercando anche di tracciare un bilancio complessivo del terzo trimestre. Un’analisi in tal senso è fornita da Hanetf, che ha calcolato che alla fine di settembre il mercato europeo degli Exchange-Traded Products (Etp, la macro-categoria in cui rientrano gli Etf) ha raggiunto un traguardo storico superando la soglia dei 3 mila miliardi di dollari di asset in gestione.
Lo spaccato per tipologie di raccolta fornisce altre indicazioni interessanti. «Il trimestre è stato dominato da una crescita robusta degli Etf attivi e dei prodotti basati su opzioni, due categorie che hanno registrato tassi di espansione superiori a quelli del mercato complessivo», sottolinea Tom Bailey, head of Etf Research di Hanetf. I prodotti a gestione attiva, in particolare, «hanno consolidato la loro posizione come il motore principale di innovazione nel panorama europeo, registrando un aumento delle masse del 115,27% rispetto al trimestre precedente e portando il totale a 83,4 miliardi di dollari». Parallelamente, conclude il money manager, «gli Etf basati su opzioni hanno registrato un incremento del 30,4% del patrimonio, superando nettamente la crescita media del mercato, che si è attestata poco sopra il 13%». (riproduzione riservata)