EssilorLuxottica estende per altri 25 anni la collaborazione con Dolce&Gabbana. Dopo Burberry il colosso dell’occhialeria guidato da Francesco Milleri incassa un altro rinnovo di licenza nel suo portafoglio marchi che comprende oltre 150 brand. È stato estenso fino al 2050 dell'attuale accordo di licenza per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione a livello globale di occhiali da vista e da sole con il marchio della casa di moda italiana fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana.
«Siamo particolarmente orgogliosi di questo nuovo accordo perché ci permetterà di accompagnare Dolce&Gabbana, uno dei marchi più iconici al mondo a cui siamo molto legati, espressione unica di stile, arte e cultura, in un percorso idealmente senza fine. Con un orizzonte temporale di venticinque anni, la collaborazione conferma l'evoluzione del nostro modello di partnership sempre più orientato al lungo termine, per permettere l'integrazione profonda di valori, visioni strategiche e cultura del prodotto e generare così progressi solidi e duraturi nel tempo», spiega Milleri.
Per il ceo del gruppo fashion Alfonso Dolce, invece, «dal 2004, EssilorLuxottica e Dolce&Gabbana portano avanti una partnership solida, capace di coniugare risultati di business, visione creativa e lo sviluppo di un progetto condiviso. Il consolidamento della partnership a lungo termine che sigliamo conferma la fiducia reciproca nel futuro e nelle opportunità che entrambe le aziende potranno cogliere continuando a collaborare nei prossimi anni».
«EssilorLuxottica si distingue per un know-how unico nella produzione di occhiali, per l'elevata qualità e la capillarità della propria rete retail e distributiva a livello globale, nonché per una costante attenzione all'innovazione tecnologica», conclude il manager.
Intanto alla borsa di Parigi il titolo EssilorLuxottica continua ad allontanarsi dai massimi storici di novembre dello scorso anno, scendendo sotto la soglia dei 100 miliardi di euro di valore che era una soglia simbolo indicata anche dal fondatore Leonardo Del Vecchio. Dal 13 novembre in cui ha toccato i 323,8 euro il titolo quota ora 202,3 euro (per 94,8 miliardi di market cap), in calo di oltre il 37%. (riproduzione riservata)