Sarà un’estate sospesa, quella dei tre fratelli Elkann: John, Lapo e Ginevra dovranno attendere almeno il mese di settembre per poter definire le loro posizioni con la procura di Torino per le ipotesi di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato.
L’accordo che il numero uno di Exor e presidente di Stellantis ha raggiunto con l’Agenzia delle Entrate con il pagamento di circa 175 milioni di euro - con risorse personali - per chiudere le pretese del Fisco sulle imposte sul reddito della nonna Marella Caracciolo e poi su quelle per la successione avvenuta nel febbraio del 2019 dovrebbero consentirgli di evitare il processo penale.
Con la procura l’accordo sarebbe stato trovato nell’istituto della «messa in prova»: John Elkann per un determinato periodo di tempo, almeno dodici mesi, dovrà svolgere un servizio di pubblica utilità legato all’assistenza di soggetti deboli (alcolisti, tossicodipendenti) o in strutture socio-sanitarie (anziani e disabili) oppure di protezione civile, al termine del quale, se tutto andrà bene, il gip dichiarerà estinto il reato.
Per Lapo e Ginevra Elkann invece si dovrebbe andare verso l’archiviazione, in quanto non avrebbero preso parte alla gestione dei beni della nonna. Idem per il notaio svizzero Urs von Grüniger: anche per lui i pm dovrebbero procedere con l’archiviazione, secondo fonti vicine alla trattativa.
Resta la posizione più delicata, quella del commercialista torinese Gianluca Ferrero: essendo a suo carico anche un’indagine per falso, non potrà accedere alla messa in prova e quindi dovrà patteggiare. Ma l’entità della pena non sarebbe stata ancora concordata con i pm. Da qui la necessità di attendere per i tre Elkann, come dichiarato dai loro legali il 13 luglio confermando l’accordo con il Fisco, raggiunto «con l’obiettivo di chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare», una «definizione conclusa senza alcuna ammissione neppure tacita o parziale della fondatezza delle contestazioni inizialmente ipotizzate».
Le conseguenze ci saranno nella causa civile in corso a Torino, che riprende il 29 settembre. Lì la madre dei tre Elkann, Margherita Agnelli de Pahlen, vorrà far entrare tutte le carte dell’accordo penale con i pm: dovrebbero contenere elementi importanti a sostegno della tesi che Marella Caracciolo, la madre di Margherita, fosse residente in Italia e che quindi la sua successione vada regolata con le leggi italiane e non con quelle svizzere. Nelle carte ci sarebbe anche la storia della gestione del tesoro estero da centinaia di milioni di euro trovato in alcuni trust offshore dalla Guardia di Finanza di Torino.
La questione della transazione con il Fisco, molto intricata dal punto di vista legale, terrà banco anche nelle cause in Svizzera sullo status di eredi dei tre Elkann e sulla validità dell’accordo transattivo e del patto successorio in Svizzera siglato tra le due donne nel lontano 2004. (riproduzione riservata)