Eni vuole aumentare la produzione oil & gas in Ghana. Insieme ai partner del progetto Octp (Offshore Cape Three Points), Vitol e la Ghana National Petroleum Corporation, il gruppo italiano ha firmato martedì 16 settembre un memorandum d’intenti con il governo del Paese africano, rappresentato dai ministri dell’Energia e della Transizione Verde e delle Finanze. Nell’intesa, siglata alla presenza del presidente del Ghana, John Dramani Mahama, rientrano anche nuove iniziative sostenibili.
Il memorandum prevede la valutazione di un vasto piano di investimenti integrato, «finalizzato a contribuire agli obiettivi nazionali per un accesso all’energia affidabile, accessibile e a basso impatto ambientale». Ma tra le principali iniziative proposte c’è soprattutto il possibile aumento della capacità produttiva del progetto Octp, sfruttando le sinergie tra gli interventi offshore e onshore, per rispondere sempre più alla crescente domanda interna di energia del Paese.
Andando nel concreto, la collaborazione riguarderà anche la valutazione di attività esplorative e sul possibile sviluppo del nuovo giacimento Eban-Akoma nel blocco Cape Three Points 4 che, a seguito della dichiarazione di commerciabilità annunciata a luglio 2025, è destinato a diventare una nuova fonte di approvvigionamento. Facendo leva sulle infrastrutture esistenti, Octp conta di massimizzare il valore e ridurre i tempi di immissione sul mercato.
Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi è presente in Ghana dal 2009 con attività offshore di esplorazione e produzione di idrocarburi, con una produzione equity di circa 34 mila barili di olio equivalente al giorno.
Eni opera il progetto Octp con una quota del 44,4%, mentre Vitol e la Ghana National Petroleum Corporation detengono rispettivamente il 35,6% e il 20%. Dal 2018, il progetto Octp ha prodotto oltre 107 milioni di barili di olio e 480 miliardi di piedi cubi standard di gas, contribuendo a soddisfare circa il 70% del fabbisogno nazionale di gas per la generazione di energia elettrica. Il portafoglio di progetti della joint venture include anche iniziative nei settori della formazione, diversificazione economica, accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, e accesso all’energia. (riproduzione riservata)