
Domanda. Le nuove certificazioni disponibili nel panorama formativo dei consulenti finanziari amplieranno sempre più le prospettive lavorative della categoria?
Risposta. La novità più rilevante che Efpa Italia ha ritenuto opportuno introdurre nel corso del 2024 consiste nell’attivazione di nuove certificazioni dedicate a tematiche di assoluto rilievo che vivono di vita autonoma ma che, al tempo stesso, viste nel loro insieme, compongono un percorso a tappe che consentono al certificato di livello Efa (€uropean Financial Advisor) di accedere all’EfpP (€uropean Financial Planner) che è la certificazione di punta per i professionisti del settore.
I nuovi certificati affrontano argomenti di grande interesse per i consulenti finanziari: “La pianificazione patrimoniale e successoria per il cliente privato ed imprenditore”; “I private markets”; “Le dinamiche economico-finanziarie di impresa”; “Le tecniche avanzate di analisi degli strumenti finanziari e di gestione del portafoglio”; “Il processo di pianificazione finanziaria”.
Si tratta, in tutti i casi, di tematiche di assoluta attualità che accompagnano il consulente in quel percorso di crescita professionale ormai indispensabile se si vuole servire al meglio una clientela sempre più sofisticata ed esigente, alla ricerca di supporti e consigli non soltanto limitati al portafoglio di investimenti nei classici strumenti/prodotti dei mercati liquidi in quanto desiderosi di capire le opportunità (o meno) di ingresso nei private markets (private equity, private debt e infrastrutture) o addirittura soluzioni più articolate che arrivano ad abbracciare le tematiche di protezione del portafoglio, oppure di pianificazione successoria e finanziaria.
D. Efpa Italia ed Efpa Europa, i syllabus vengono stilati su scala nazionale oppure in un’ottica comunitaria?
R. La prassi di Efpa è sempre consistita nel progettare le classiche certificazioni (Eip, Efa ed Efp) a livello europeo con un framework che, una volta condiviso, diventa vincolante per tutte le varie Efpa locali; gli unici elementi di flessibilità che sono stati sempre concessi sono quelli relativi agli aspetti normativi, contabili e fiscali country specific che, proprio in quanto tali, devono andare a caratterizzare le diverse varianti dello stesso certificato affinché sia totalmente in linea con le prassi di mercato dei diversi paesi in cui Efpa è presente a livello europeo.
Ad Efpa Italia è stato affidato il ruolo di paese pilota per le certificazioni Eip, Efa ed Efp; e se, come già accaduto nel caso della certificazione ESG, dimostreremo di aver saputo interpretare al meglio le esigenze (sempre mutevoli) del mercato, anche queste nuove certificazioni verranno presto replicate a livello europeo dalle altre Efpa locali.
D. Efpa è una realtà che crede nel long-life-learning al punto che la certificazione, una volta acquisita, deve essere mantenuta nel tempo. Qual è il valore aggiunto dell’aggiornamento continuo?
R. Le continue evoluzioni normativo-regolamentari-fiscali, da un lato, e le continue novità dei prodotti e delle politiche di gestione, dall’altro, richiedono ai consulenti finanziari un aggiornamento continuo. In questo ambito, Efpa vuole giocare un ruolo attivo non solo chiedendo ai propri certificati di assolvere ad un obbligo di “mantenimento” della certificazione con un numero di ore di formazione che sono crescenti al crescere del livello di certificazione acquisita ma anche stimolando le scuole di formazione e i professionisti a prendere in considerazione alcuni nuovi certificati (validi a livello locale) che, di volta in volta, variano in funzione delle richieste del mercato. È questo il caso delle certificazioni relative all’intelligenza artificiale, alla finanza comportamentale, al ruolo dei fondi pensione nella gestione del gap previdenziale, alle opportunità e minacce degli investimenti non convenzionali.
Tratto dall'inserto CF di Milano Finanza in edicola da sabato 28 settembre