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Downer (MV Credit): carta private debt per le casse
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Downer (MV Credit): carta private debt per le casse

Milano Finanza - Numero 128 pag. 48 del 29/06/2024

Approcciarsi agli investimenti alternativi senza correre i rischi tradizionalmente associati al private equity o al venture capital, e abbassando al contempo la volatilità del portafoglio complessivo. Questi i punti di forza del private debt, un'asset class che prevede il finanziamento obbligazionario alle imprese e che negli ultimi anni si stanno affermando sempre di più in parallelo al più classico canale bancario.

Il private debt, in particolare, stuzzica sempre più l'appetito degli investitori istituzionali, e in particolare di «casse di previdenza e assicurazioni», come fa notare a MF-Milano Finanza Nicole Downer, managing partner di MV Credit (affiliata di Natixis Im). «In generale», spiega la money manager, «il private debt è un'asset class versatile, che per le sue caratteristiche può essere utilizzata da varie tipologie di investitori: il rischio più contenuto rispetto al private equity lo rende attraente per gli istituzionali più conservativi, come per l'appunto casse previdenziali e compagnie assicurative».

Ma nello scenario attuale, tanto più dopo l'avvio dei tagli ai tassi di interesse da parte della Bce, il private debt rimane attraente per gli investitori istituzionali? «Prevediamo che l'asset class possa rimanere attraente per tutto l'anno», osserva Downer, «soprattutto per due ragioni. La prima è la bassa volatilità, molto inferiore rispetto alle altre tipologie di investimenti alternativi, come ad esempio private equity e venture capital». Il secondo punto riguarda invece «la distribuzione regolare di interessi: non va dimenticato infatti che si tratta di un investimento di debito».

Quanto alla costruzione del portafoglio, la money manager di MV Credit fa ricadere in generale la sua preferenza sugli «quegli emittenti che rientrano nei settori più difensivi». Altro punto a vantaggio degli investitori dal dna conservativo, come per l'appunto i fondi pensione.

Questi investimenti, prosegue Downer, «costituiscono il 70% circa del nostro portafoglio, con focus particolare sui sotto-settori della Information Technology (It) e della sanità. Preferiamo non esporci invece al fashion, all'automotive e al petrolifero». La managing partner della società affiliata di Natixis Im non guarda inoltre «ai cicli di mercato: circostanze avverse possono accadere in qualsiasi momento, e quindi è meglio essere pronti selezionando emittenti che siano pronti a qualsiasi evenienza».

E qui entrano in gioco i fondamentali delle imprese su cui si scommette. «In particolare, selezioniamo società con spese in conto capitale basse, modelli di business resilienti e forte flusso di cassa». Quanto al conto economico, «scegliamo emittenti con ebitda compreso tra 10 e 30 milioni di euro».

Un altro elemento importante «è che le nostre società in portafoglio hanno ricavi diversificati a livello geografico: chi serve un solo mercato è esposto infatti a rischi maggiori».

Ci sono poi altre due caratteristiche importanti da tenere a mente nella costruzione del portafoglio. «In primis», seguita Downer, «privilegiamo società i cui capitali azionari arrivano in modo prevalente dal private equity, e in cui i nostri finanziamenti di private debt hanno una sostanziale quota azionaria alle spalle che vale da supporto». In seconda e ultima istanza, «guardiamo ad aziende molto trasparenti a livello di comunicazione: sia quella finanziaria, sia quella relativa al posizionamento sul mercato e ai parametri Esg».

Un solo paletto viene messo invece dalla money manager a livello geografico. «La sede principale delle aziende in cui investiamo di norma è in Europa. Ma, come già accennato in precedenza, poi si diversifica scegliendo aziende che hanno business il più possibile internazionali».

Pensata per investitori istituzionali con una forte vocazione alla prudenza, l'asset class del private debt ha caratteristiche che la rendono interessante anche al canale retail. «Non va dimenticato», conclude Downer, «che in Paesi come l'Italia il mondo del private debt può essere accessibile anche per gli investitori al dettaglio, tramite fondi specializzati come gli Eltif».

In generale però va ricordato un aspetto che riguarda la natura di tutti gli asset alternativi: «Chi decide di investire in questa asset class deve tenere la liquidità immobilizzata per un lungo periodo: ha senso farlo, ad esempio, in schemi pensionistici di lungo periodo». (riproduzione riservata)



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