
La consulenza finanziaria può essere un'ottima opportunità professionale per le donne, in quanto tutela l’autonomia e la libertà, permettendo di raggiungere successo e possibilità di guadagno, anche elevato. Ciononostante, solo un consulente su cinque è donna, pari al 22,3% del totale degli iscritti all’Albo dei consulenti finanziari.
Questo è ciò che emerge dal progetto di ricerca "Donne e Denaro. La Consulenza finanziaria: analisi e opportunità di una professione contemporanea oltre gli stereotipi di genere’" realizzato da Banca Widiba in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo studio, che segue un primo studio presentato nel 2022, ha indagato le percezioni e le credenze legate alla figura professionale della consulente finanziaria, le condizioni lavorative di chi la svolge e, infine, individuato alcune chiavi d’intervento per migliorare la percezione di questa professione da parte delle donne.
Punto di partenza dell’indagine multimetodo è stata una prima fase di analisi qualitativa, con 3 focus group, che hanno coinvolto professioniste della consulenza finanziaria, studentesse di Scienze bancarie e head hunter; da questi è emerso come l’indipendenza, l'autonomia e la libertà che la professione può garantire e le competenze che si sviluppano sono aspetti positivi condivisi, oltre all’ambizione legata al successo nel riuscire in un ambiente ancora composto in prevalenza da uomini. Dall’altro lato, però, è evidente come il lavoro di consulente finanziario/a sia ancora percepito come poco conosciuto, instabile e rischioso per motivi legati alla libera professione e alla volatilità dei mercati finanziari.
Fattori, questi, determinati dalla scarsità di percorsi formativi che valorizzino i punti di forza di questa professione. Difatti, come risulta dalla survey quantitativa condotta in collaborazione con IPSOS, alla quale hanno partecipato 445 consulenti finanziari/e sul territorio nazionale iscritti/e all’Albo Unico, solo il 44% ha dichiarato di averla presa in considerazione durante il percorso formativo o accademico. In generale, gli uomini entrano più facilmente in contatto con la consulenza finanziaria tramite le reti informali (passaparola, amici e parenti) che sono ancora il principale nodo di accesso alla professione: 50% contro il 31,7% delle donne.
Tra i principali vantaggi di questa carriera considerati nell’intraprendere questa professione, sono emersi la flessibilità del tempo (97,9% dei/delle professionisti/e) e l'autonomia nella gestione del lavoro (97,7%), insieme alla possibilità di guadagno (96,8%) e di entrare in contatto con una vasta rete di persone (93,6%), coerentemente con i risultati messi in luce dai focus group con le consulenti finanziarie. In converso, la libera professione, seppur percepita in maniera positiva dalla maggior parte dei e delle partecipanti, suscitava timore nel 39% delle consulenti finanziarie (contro il 26% degli uomini), così come la mancanza di stabilità (33% per le donne contro il 25% per gli uomini).
La survey è andata ad analizzare la soddisfazione dei bisogni che sono alla base dello sviluppo dell’identità professionale, oltre a quelli legati al riconoscimento economico. Dall’indagine, è emerso che le donne che svolgono questa professione, più dei loro colleghi uomini, sviluppano un elevato livello di autostima (oltre il 70% delle intervistate), di autonomia (oltre il 90%), di vicinanza con le altre persone (oltre il 95%) e sono soddisfatte della loro professione, che ritengono dia un senso più ampio alla loro vita (oltre l’85%). Un ulteriore dato positivo emerso dalla survey sulla percezione dell’ambiente professionale è che le consulenti finanziarie si sentono supportate dalle banche con cui lavorano (86,1%), un fattore che indica il consolidamento di una cultura a sostegno del lavoro delle donne in questo settore. Inoltre, la condizione di benessere tra i consulenti finanziari – sia uomini sia donne – è risultato elevato, con un alto grado di soddisfazione complessiva nella vita professionale e familiare (8,20 in media su 10) e una propensione a cambiare lavoro molto bassa (1,53 su 5). Da evidenziare che le donne che vengono più supportate dalla Banca sono quelle che riportano livelli più elevati di benessere.
Dall'indagine emerge come gli stereotipi di genere abbiano un forte peso nell’influenzare la percezione di come le donne possano interpretare questa professione. Le donne consulenti sono percepite – e si percepiscono – come più portate all’aspetto relazionale ed etico, in grado di prendersi cura del cliente in maniera migliore rispetto ai loro colleghi, ma pensano di essere anche percepite come meno competenti rispetto agli uomini.
“Meno paura e più autostima. È questo quello che abbiamo potuto osservare intervistando per la prima volta in Italia un ampio campione di professioniste avvicinatesi alla professione di consulente finanziaria. Di fatto per le donne in questa professione i timori legati alla gestione del tempo e dell’incertezza dell’attività autonoma sono all’atto pratico sovrastati da notevoli vantaggi in termini di autostima, autonomia, senso della vita e appartenenza.” – dichiara Claudia Manzi, Ordinaria di Psicologia sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico del progetto – “Ma sono ancora tanti gli stereotipi di genere che tengono lontane le donne da questa professione. Occorre lavorare per una comunicazione più efficace perché avvicinare le professioniste alla consulenza finanziaria vuol dire anche facilitare le donne clienti a entrare in contatto con il mondo dgli investimenti finanziari”.
Ancora molto si può fare per attrarre le donne verso questa professione che risulta essere un ambito di realizzazione professionale ed economica ancora poco sfruttato dal mondo femminile. Dai risultati è emerso come occorra lavorare su una comunicazione e un’informazione più efficaci della professione di consulente finanziario/a. Un’azione necessaria, che dovrebbe concentrarsi soprattutto sui canali istituzionali, come quelli accademici, con cui le studentesse hanno maggiori opportunità di entrare in contatto.
“Le pari opportunità non sono più soltanto un tema sociale, ma rappresentano una sfida di natura economica e occupazionale in tutti i settori” - dichiara Francesca Marchelli, direttrice della Comunicazione di Banca Widiba. “Il progetto di ricerca “Donne e Denaro” non soltanto ha fatto luce sugli ostacoli che le donne incontrano ancora oggi in ambito finanziario, ma ha anche permesso di individuare le chiavi di volta per poter avviare un cambiamento che si rifletta in termini positivi sull’occupazione. Dalla fotografia scattata emerge come ciò debba passare anche da un maggiore coinvolgimento delle donne nella consulenza finanziaria, a cominciare dalle nuove generazioni. L’obiettivo è quello di rafforzare le sinergie con il mondo universitario per delineare strategie di comunicazione più inclusive, che superino gli stereotipi di genere e le percezioni errate sulla professione, per promuovere una partecipazione più equa e consapevole nel campo della consulenza finanziaria”.