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Donald Trump allenta le regole sulle banche. Che cosa farà l’Europa?
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Donald Trump allenta le regole sulle banche. Che cosa farà l’Europa?

di Angelo De Mattia
19 marzo 2026, 02:00

La Federal Reserve annuncia un allentamento dei requisiti di capitale, mentre la Sec valuta l'eliminazione delle comunicazioni trimestrali. Queste mosse potrebbero influenzare la regolamentazione bancaria anche a livello internazionale

Dagli Usa in materia di regolamentazione di banche e imprese vengono informazioni che dovrebbero fare riflettere. Facciamo qui astrazione dal cruciale tema dei dazi trumpiani. Entrando nella specificità del tema, da un lato la Federal Reserve ha annunciato un allentamento dei requisiti di capitale per le banche, dall’altro la Sec sta definendo l'eliminazione dell’obbligo per le società di comunicare trimestralmente i risultati finanziari.

Se i fondi fanno le banche

A ciò si aggiunge la vicenda di diversi fondi di debito privato che stanno ricevendo numerose richieste di rimborso da parte dei risparmiatori, che però in base alle previsioni contrattuali possono essere soddisfatte solo entro determinati limiti.

La pressione per i riscatti è determinata soprattutto dai timori delle difficoltà che sopravvengono per le imprese di software dalla necessità di innovare e di competere a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale, cosa che richiede mezzi straordinari.

Specifici fondi operanti nel debito privato, facenti capo a colossi come BlackRock e Blackstone, non hanno potuto accogliere le richieste di riscatto per i vincoli in questione. Ciò ha portato alcuni commentatori a istituire un parallelo - forse esagerato - con i prodromi della crisi finanziaria dei subprime, con tutto ciò che poi ne derivò.

Il fatto è che l'agire come shadow bank anche da parte di componenti di primari intermediari globali, quali quelli ora citati, ha poi i suoi gravi limiti, a cominciare dalla gestione degli equilibri della liquidità e del patrimonio.

Non si può tentare di imitare la banca, agire di conseguenza e non avere limitazioni e controlli del tipo di quelli vigenti per gli intermediari bancari, ma al tempo stesso immaginare che si possa operare facendo il medesimo mestiere di una banca senza la sicurezza che offre la vigente disciplina per quest'ultima. Insomma, non regge il volere scegliere fior da fiore. Diversamente occorrerebbe dedurne che la disciplina bancaria è inutile.

Il tema della regolamentazione tocca anche l’Europa

È un tema, questo, che comunque va affrontato anche a livello internazionale ed europeo, se non altro per i profili della concorrenza. Ma per questi stessi profili una riflessione dell’Unione è necessaria anche a proposito delle altre due innovazioni citate, le trimestrali e i requisiti di capitale, che chiamano in ballo l’applicazione di Basilea 3+.

L’Europa si deve svegliare pure in questo campo. Non si vuole che essa cominci a competere al ribasso su norme e condotte applicative. Ma neppure è accettabile una competizione quale quella che scaturisce dalla comune progettazione e definizione di norme, in particolare nel campo bancario, e poi dovere assistere a un comportamento degli Usa che si ripete a proposito della proroga dei termini dell’entrata in vigore di tali discipline e all’ammorbidimento dei contenuti per le banche americane.

Ma discende per l’Unione anche la necessità di un’ampia riforma di norme, criteri e metodologie che ormai viene auspicata da diverse parti nel segno di una drastica semplificazione e di un compattamento delle norme, spesso disiecta membra, in testi unici. Da questo punto di vista si tratta di un'opera costituente che deve riguardare anche il mondo societario e deve affiancarsi a un chiarimento delle relazioni in questo campo con gli Usa, sia pure con le difficoltà dell’era trumpiana. (riproduzione riservata)



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