Come incentivare la quotazione delle pmi su Euronext Growth Milan, il segmento di Borsa dedicato alle piccole e medie aziende? Giovedì 15 giugno alle 16, il Segretario generale di AssoNext (l’associazione che raccoglie le società su Egm) Emilia Orsini e il componente del Comitato scientifico, Lukas Plattner, presentano alla commissione Finanze del Senato un documento con alcune proposte di emendamento del ddl Capitali, il disegno di legge in via di definizione che ha come scopo quello di aiutare le società a quotarsi.
Come ricorda il documento, le società quotate su Egm sono oggi 193, con una capitalizzazione pari a 7,5 miliardi di euro. Complessivamente per le pmi quotate su Egm sono stati raccolti 4,8 miliardi di euro. Nel 2023, le ipo sono state 9, con una raccolta di 51 milioni di euro.
Il mercato azionario italiano, tuttavia, «ha una dimensione modesta rispetto all’economia del nostro Paese e ai maggiori mercati azionari europei e mondiali», scrivono Orsini e Plattner.
Secondo cui per accrescere la dimensione del mercato «c’è bisogno non solo di incentivare nuove aziende a quotarsi, ma è anche necessario promuovere la partecipazione degli investitori individuali e istituzionali».
Il ddl Capitali, scrivono i due esperti, «coglie nel segno e il contenuto è stato accolto con entusiasmo dai nostri associati e aderenti e, in continuità con il contributo fornito al cosiddetto Libro Verde del Mef, auspichiamo che il ddl Capitali costituisca il primo passo di una una politica industriale di ampio respiro destinata a supportare la crescita in Italia e all’estero delle pmi, asse portante del Made in Italy, con pacchetti di stimoli, regolatori e fiscali, che favoriscano la canalizzazione del risparmio privato verso il cuore del tessuto produttivo nazionale».
Per AssoNext bisogna oggi intervenire sul lato della domanda e della liquidità: «i dati del 2013 sono decisamente preoccupanti: nei primi 4 mesi dell’anno evidenziano che i volumi dell’indice principale Ftse Mib sono scesi -20%, mentre l’indice small cap Ftse Small Cap registra un più marcato -35%».
Una prima strada è rappresentata, riprendono Orsini e Plattner, «da nuove regole per i Pir e gli Eltif, che incentivino concretamente il risparmio italiano a investire nell’economia domestica convogliando risorse alle pmi; oppure, attraverso il risparmio previdenziale che ha finora svolto un ruolo molto modesto che, seguendo l’esempio della Francia, andrebbe decisamente potenziato».
È importante per lo sviluppo del mercato «un incremento sensibile degli investitori istituzionali tramite l’intervento di soggetti a partecipazione pubblica (es. Cdp Equity, Fondo Italiano d'Investimento, Invitalia, il neocostituito Fondo Strategico Nazionale del Made in Italy) sia tramite interventi diretti sia attraverso investimenti in veicoli di investimento destinati alle pmi quotate».
A questo fine «dovrebbe essere introdotto l’obbligo di destinare una parte delle risorse incluse nel Patrimonio Destinato di cui alla D. L. 34/2020 alle pmi che accedono al mercato del capitale di rischio, anche in questo caso la via preferibile pare quella di investire in veicoli con team dedicati alle pmi quotate».
L’art. 4 del ddl Capitali andrebbe, quindi, modificato prevedendo :
1. l’esclusione dalla definizione di «società emittenti strumenti finanziari diffusi» di cui al nuovo art. 2325-ter del codice civile non solo - come è già previsto - degli emittenti italiani quotati in mercati regolamentati, ma anche degli emittenti italiani con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione;
2. l’inclusione nella definizione di «società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio» (le cosiddette società aperte) di cui all’articolo 2325-bis del codice civile non solo – come è già previsto – delle società con azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse tra il pubblico in misura rilevante, ma anche delle società con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione. (riproduzione riservata)