«L’Europa ha bisogno di un’unione dei mercati dei capitali profonda. I risparmi delle famiglie europee raggiungono quasi 1.400 miliardi di euro, contro i poco più di 800 miliardi di euro negli Stati Uniti. Eppure le aziende europee faticano ad attingere a questa somma e a ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno. Il motivo risiede nel fatto che il nostro mercato dei capitali interno è frammentato».
Lo ha affermato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, nel parlando da Davos in occasione del World Economic Forum in corso nella cittadina svizzera. «Non ci manca il capitale», ha proseguitio, «ci manca un mercato dei capitali efficiente che trasformi i risparmi in investimenti. Ragion per cui creeremo un’Unione Europea dei risparmi e degli investimenti, nuovi incentivi per il capitale di rischio e una nuova spinta per garantire un maggiore flusso di investimenti nell’Unione».
Uscita dal silenzio dovuto alla polmonite, von der Leyen ha confermato la linea costruttiva che l’Europa intende adottare con gli Stati Uniti. Nel suo discorso non ha citato né i dazi minacciati, né le proposte del neo-presidente Donald Trump sulla Groenlandia (e su Panama), ma ha elencato tutti gli argomenti a favore di una relazione che deve essere pragmatica e paritaria.
«Nessun’altra economia al mondo è integrata come la nostra. C'è molto in gioco per entrambe le parti e la nostra prima priorità sarà quella di impegnarci presto, discutere interessi comuni ed essere pronti a negoziare», ha detto. «Saremo pragmatici, ma rimarremo sempre fedeli ai nostri principi. Per proteggere i nostri interessi e sostenere i nostri valori, questa è l'Europa». Tuttavia il percorso è tutto in salita per la Ue tanto è vero che la stessa von der Leyen ammette: «Le regole di ingaggio tra le potenze globali stanno cambiando. Non dovremmo dare nulla per scontato».
Nessun margine di ripensamento sulla posizione europea rispetto alla decisione di Donald Trump di ritirarsi (per la seconda volta) dall’accordo di Parigi sul Clima e inaugurare la stagione del «drill baby drill» (potenziare l’estrazione di combustibili fossili). «L’accordo di Parigi continua a essere la migliore speranza per tutta l’umanità», ha chiarito. «Quindi, l’Europa manterrà la rotta e continuerà a lavorare con tutte le nazioni che vogliono proteggere la natura e fermare il riscaldamento globale». (riproduzione riservata)
(articolo in aggiornamento)