Il caldo e la conseguente crisi energetica che sta colpendo la Romania, come gran parte dell’Europa, costringe anche l’industria automobilistica a fermarsi. Dacia, marchio locale controllato dal gruppo francese Renault, e Ford hanno sospeso temporaneamente la produzione nei rispettivi stabilimenti del Paese fino al 19 agosto, aderendo all’appello del governo di ridurre volontariamente i consumi di elettricità per alleggerire la pressione sulla rete nazionale.
L’annuncio è arrivato dal primo ministro Ilie Bolojan, secondo cui lo stop delle attività produttive dei due costruttori di auto ha già consentito di ridurre la domanda di energia di circa 200 megawatt nella sola giornata di lunedì 3 agosto. Il premier ha aggiunto che anche altre aziende di altri settori stanno seguendo l’esempio, diminuendo i propri consumi.
All’origine dell’emergenza c’è una prolungata ondata di caldo accompagnata da una grave siccità, che ha provocato un drastico abbassamento del livello delle acque del Danubio. La situazione ha compromesso la capacità produttiva del sistema elettrico nazionale, costringendo anche il gruppo energetico Nuclearelectrica a spegnere uno dei due reattori della centrale nucleare di Cernavoda per la mancanza di acqua necessaria al raffreddamento.
L’impianto garantisce normalmente circa un quinto del fabbisogno elettrico della Romania. La riduzione della produzione interna ha aumentato il ricorso alle importazioni, che secondo il governo ammontano attualmente a tra 2.000 e 2.500 megawatt al giorno. Le limitate capacità di interconnessione con i Paesi vicini rendono però difficile coprire interamente il deficit.
Per questo motivo il governo ha rinnovato l’invito a imprese, famiglie e amministrazioni pubbliche a contenere volontariamente i consumi di elettricità almeno fino a quando non miglioreranno le condizioni climatiche e la disponibilità di energia. (riproduzione riservata)