Schroders lancia l’Eltif a gestione attiva Semi Liquid High Income Credit, un comparto che offre agli investitori una strategia che investe in modo selettivo lungo lo spettro del credito corporate pubblico e privato. Il fondo, in particolare, può spaziare tra obbligazioni high yield del mercato pubblico, prestiti sindacati e credito societario privato diretto.
Il nuovo fondo riflette la convergenza in atto tra i mercati del credito pubblico e privato in un’unica asset class, o corporate credit continuum consentendo agli investitori europei di beneficiare delle opportunità di valore relativo tra obbligazioni high yield, prestiti sindacati e prestiti privati senior secured europei.
Il fondo orienterà i propri flussi di cassa verso le opportunità più interessanti in termini di rischio-rendimento lungo questo continuum, in tempo reale, man mano che opportunità e rischi di mercato evolvono.
Investendo in un ampio spettro di asset creditizi, il portafoglio ha il potenziale per offrire livelli di reddito interessanti e resilienti, yield, maggiore diversificazione e alpha, attingendo a un universo di investimento ampio e articolato. La combinazione di obbligazioni high yield, prestiti sindacati e prestiti privati consente di valorizzare in modo diversificato le caratteristiche distintive di ciascuna tipologia di credito corporate.
Dato il profilo di liquidità degli asset sottostanti, l’Eltif fornirà un nav giornaliero, con sottoscrizioni giornaliere e rimborsi mensili. Il fondo è gestito da tre portfolio manager: Henry Craik-White, Amit Staub e Daniel Pearson, supportati dal team europeo di ricerca e investimento sul credito di Schroders.
“La finanza corporate pubblica e privata sta convergendo sempre più, poiché un numero crescente di aziende sfrutta la flessibilità delle fonti di finanziamento per migliorare l’efficienza dei propri bilanci. Oggi molte società europee dispongono di tre opzioni di finanziamento pienamente valide: prestiti privati, prestiti sindacati e obbligazioni. Dal punto di vista dell’azienda, queste soluzioni sono intercambiabili, a seconda delle esigenze di finanziamento e delle condizioni di mercato. Le imprese possono sfruttare il disallineamento nei costi tra queste tre forme di credito e riteniamo che anche gli investitori debbano avere la stessa opportunità”, ha detto Craik-White