
"L'anno è stato decisamente intenso [...] Il nostro gruppo ha saputo però confermare la sua reattività, cogliendo le opportunità del contesto esterno e ottenendo risultati di assoluta eccellenza". Così il neo direttore generale di Credem, Angelo Campani, durante la presentazione dei risultati 2022.
Il Gruppo conferma la solidità patrimoniale e qualità dell’attivo che, unitamente all'elevata redditività raggiunta, consentono di prevedere la distribuzione di un dividendo pari a 0,33 euro per azione (+10% rispetto al 2021). Il monte dividendi complessivo ammonta quindi a 112,3 milioni di euro, pari ad una cedola di circa il 4,18% della valutazione corrente del titolo.
Il periodo si è chiuso con un utile netto consolidato a 317 milioni di euro, dopo aver spesato oltre 60 milioni di euro di contributi ai fondi per la gestione delle banche in difficoltà. Il risultato è in crescita del 23,4% a/a senza considerare l’apporto contabile dell’acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento (badwill) che aveva positivamente influenzato, per 95,6 milioni di euro, il dato del 2021 (352,4 milioni di euro).
I costi operativi si attestano a €802 milioni rispetto ai €782,6 milioni nel 2021 (+2,5% a/a). Il cost/income si attesta a 54,5% rispetto al 58,5% del 2021. Il risultato operativo si attesta a €572,6 milioni rispetto a €460,9 milioni del 2021 (+24,2% a/a).l
La raccolta diretta complessiva è pari a €39.771 milioni rispetto a €37.110 milioni a fine dicembre 2021 (+7,2% a/a). La raccolta assicurativa si attesta a €8.260 milioni, -4,7% rispetto a €8.665 milioni nel 2021. I premi legati a garanzie di protezione vita e danni sono pari a €76,1 milioni e registrano un incremento del 13,2% a/a. La raccolta indiretta da clientela risulta pari a €42.494 milioni rispetto a €47.099 milioni a fine dicembre 2021 (-9,8% a/a). Nel dettaglio, la raccolta gestita si attesta a €30.976 milioni rispetto a €35.336 milioni a fine dicembre 2021 (-12,3% a/a). All’interno di tale aggregato le gestioni patrimoniali sono pari a €5.745 milioni (-14,6% a/a), i fondi comuni di investimento e Sicav ammontano a €13.510.
La banca emiliana registra poi un cet1 ratio del 15,2%, con oltre 1 mld di margine sui requisiti patrimoniali di vigilanza. Il rote è dell’11,5% e il roe si attesta a 9,8%. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi netti è allo 0,94%. Crescono gli accantonamenti per rischi e oneri, che salgono a 11,3 mln dai precedenti 7,5 mln.
Per quanto riguarda possibili azioni di M&A, Campani assicura che al momento non ci sono dossier aperti e il focus rimane sulla crescita organica.