La Covip è recentemente intervenuta con una specifica circolare indirizzata a fondi pensione e pip con cui pone in evidenza il delicato profilo della gestione unitaria delle posizioni individuale con riferimento a quel fenomeno, tutt'altro che irrilevante, rappresentato dalle iscrizioni plurime ovvero la casistica in cui vi siano più posizioni intestate allo stesso iscritto in una forma pensionistica complementare.
Consultando i dati riportato nell'ultima Relazione annuale della Covip gli aderenti con posizioni multiple a fine 2022 sono circa 965 mila, 80 mila in più rispetto al 2021. A tali iscritti fanno capo circa 2,015 milioni di posizioni, di cui 1,215 milioni alimentate da contributi. Restano quindi circa 800 mila posizioni, appannaggio di soggetti con adesioni multiple, sulle quali nel 2022 non sono stati accreditati contributi. Le posizioni multiple interessano tutte le tipologie di forme pensionistiche. Nei fondi negoziali, gli iscritti con posizioni doppie sono 536 mila di cui 90 mila interni al settore. Altri 298 mila iscritti hanno aperto una posizione anche presso un pip (l'8,1% del totale degli iscritti ai fondi negoziali). Per quel che riguarda invece i fondi pensione aperti gli aderenti con posizioni doppie sono circa 296 mila, per i fondi preesistenti hanno posizioni doppie circa 78 mila iscritti e gli aderenti con posizioni doppie nei pip costituiti dopo il 2007 (data di entrata in vigore della nuova normativa sulla previdenza complementare) sono circa 561 mila.
Quali sono le considerazioni espresse dalla Covip? Si evidenzia in primo luogo come l'unicità della posizione risponde ad un principio di carattere generale volto a favorire la consapevolezza dell'aderente circa le prestazioni erogabili e a garantire un'efficiente tutela del fabbisogno previdenziale. La circolare ricorda poi come gli Schemi di statuto e di regolamento delle forme pensionistiche, in materia di criteri di determinazione della posizione individuale, prevedono infatti che gli importi relativi alle operazioni in entrata e in uscita siano contabilizzati sulla posizione contributiva ascrivibile al singolo, evidenziandone quindi l'unitarietà.
Quali sono le criticità che sono emerse dall'attività della Covip? Gli effetti di una divergenza di comportamento sono legati in particolare alla gestione amministrativa e alla trasparenza sul fronte dell'informativa. Con riferimento al primo profilo si è consentito in alcuni casi riscontrati dall'autorità di vigilanza l'esercizio delle prerogative individuali soltanto per una parte della complessiva posizione individuale, corrispondente a una singola posizione aperta nell'ambito della medesima forma pensionistica, riconoscendo la possibilità di specificare, nel modulo di richiesta della prestazione, quella per la quale l'aderente intendesse esercitare la prerogativa (ad esempio riportando il numero di polizza). Ulteriore casistica è stata rilevata sul limite quantitativo del 50%, previsto per la liquidazione in forma capitale della posizione individuale, con riferimento al quale stato valutato con riferimento a singole porzioni della complessiva posizione individuale. Si sono poi rilevati effetti distorsivi anche ai fini della determinazione della anzianità di iscrizione alla forma pensionistica, in alcuni casi ricondotta alla data di attivazione delle singole posizioni individuali e non alla data della prima adesione.
Con riferimento poi ai costi, che rappresentano uno degli elementi determinanti ai fini della determinazione della prestazione finale, una pluralità di posizioni riferibili allo stesso aderente ha determinato poi una maggiore onerosità della relativa gestione amministrativa con nocumento potenziale sul valore della prestazione finale. Avere poi più posizioni espone alla possibilità che si creino conti non alimentati da versamenti con progressiva erosione da parte dei costi e il rischio che si possano configurarsi posizioni nulle o incapienti. Una non unitaria gestione della posizione individuale pone poi criticità legate alla trasparenza con la redazione di documenti informativi distinti per ciascuna posizione sia per quel che riguarda l'informativa periodica annuale (Prospetto delle prestazioni pensionistiche fase di accumulo da inviarsi entro il 31 marzo), sia le informative fornite al momento della liquidazione di prestazioni. La Covip ha chiesto allora alle forme pensionistiche di intervenire con sollecitudine per ricondurre a unicità la posizione individuale degli aderenti sia in fase di adesione, sia nel corso del rapporto di partecipazione e in caso di motivate esigenze di carattere tecnico-organizzativo per cui non risulti possibile ricondurre a unità le posizioni multiple già in essere in capo ai singoli aderenti, chiede di introdurre i necessari presidi volti ad assicurare che si evitino costi maggiori o una riduzione di benefici per l'aderente e che in sede di esercizio delle prerogative individuali la posizione sia trattata unitariamente, anche mediante l'adozione di modulistica coerente con tale obiettivo.
Deve avvenire poi in modo unitario la rappresentazione della posizione individuale in tutti i documenti informativi previsti dalla normativa. Fondi pensione e pip con posizione multiple hanno dovuto poi trasmettere entro il 31 maggio un relazione sintetica con cui hanno dovuto informare la Covip sulle ragioni che hanno dato origine al fenomeno, sulla consistenza delle posizioni multiple aggiornate al 31 marzo, il piano delle attività per dare seguito agli interventi ritenuti necessari dalla indicazioni fornite dalla Covip, le eventuali ragioni di carattere tecnico-organizzativo che, pur tenendo in considerazione la tutela dell'iscritto, possono determinare ancora la presenza di una pluralità di posizioni del medesimo aderente e le misure che si intendono adottare per assicurare che in tale ipotesi non si verifichino gli effetti distorsivi paventati e una bozza dell'informativa resa agli aderenti (riproduzione riservata)