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I risparmi seguiti dalle reti di consulenti sono cresciuti di sei volte negli ultimi 25 anni (909 miliardi). Ecco le più ricche

I risparmi seguiti dalle reti di consulenti sono cresciuti di sei volte negli ultimi 25 anni (909 miliardi). Ecco le più ricche

12 febbraio 2025, 11:39 Ultimo aggiornamento: 11:54

I dati Assoreti sulle masse delle società associate segnalano un aumento del 15,8% a 909 miliardi con un peso crescente dei fondi e delle gestioni e degli Etf, in frenata i titoli di Stato per il calo dei tassi

Il 2024 si chiude con un nuovo primato delle reti: il patrimonio dei risparmiatori seguiti dai consulenti finanziari degli intermediari associati ad Assoreti si attesta a fine anno a 909 miliardi di euro, con un aumento del 15,8% rispetto a fine 2023. La crescita  è stata trainata sia dalla raccolta netta che contribuisce all’incremento patrimoniale per 6,6 punti percentuali, sia dall’andamento positivo dei mercati finanziari, che concorrono per 6,3 punti percentuali (i restanti 2,9 punti sono attribuibili alle modifiche intervenute sul perimetro di rilevazione).

Come è suddiviso il patrimonio

La parte finanziaria e assicurativa/previdenziale del portafoglio raggiunge così i 776 miliardi, +16% annuo e un’incidenza dell’85,3% sul patrimonio totale. In particolare, la valorizzazione dei prodotti del risparmio gestito si attesta a 566 miliardi (il 62,2% del patrimonio), +14,8% annuo, e vede nell’andamento dei mercati finanziari la principale leva di crescita (8 punti percentuali). Mentre gli strumenti finanziari amministrati, pari a 210 miliardi (il 23,1% del patrimonio), registrano un +19,4%, per 9,8 punti percentuali relativo ai volumi di raccolta netta e per 5,9 punti al cosiddetto effetto mercato. La componente strettamente finanziaria (fondi, gestioni individuali e titoli amministrati) aumenta, quindi, del 17,7% con un effetto mercato stimato al 7,9%.


I risparmi posizionati su conti correnti e depositi valgono quasi 134 miliardi (il 14,7% del patrimonio), con +14,6% annuo, in parte attribuibile alle modifiche intervenute sul perimetro di rilevazione (6,9 punti percentuali). 

«I risultati raggiunti nel 2024 confermano il ruolo centrale delle reti nel supportare i risparmiatori nella gestione del loro patrimonio, con un modello di consulenza sempre più apprezzato. Questo traguardo assume un valore ancora più significativo perché arriva nell’anno in cui Assoreti celebra i suoi 40 anni di attività, testimoniando la crescita costante di un settore che, solo negli ultimi 25 anni, ha visto il patrimonio affidato dagli italiani aumentare di sei volte», ha sottolineato Massimo Doris, presidente dell’associazione.

Risparmio gestito

Entrando nel dettaglio del risparmio gestito la valorizzazione dei fondi aperti sottoscritti direttamente, raggiunge i 250 miliardi, +17% e un’incidenza complessiva sul portafoglio che sale al 27,5% per il maggiore peso degli esteri. Il comparto assicurativo/previdenziale, con 222,5 miliardi e una crescita dell’11,9%, rappresenta il 24,5% del  totale.  Il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in fondi aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è quindi pari a 467 miliardi. L’incidenza sul patrimonio di sistema (1.271 miliardi di euro) si attesta, pertanto, al 36,7%, a fine 2023 era pari al 35,1%.


Risparmio amministrato


Nell’ambito degli strumenti finanziari amministrati, i titoli di Stato, con 76,7 miliardi, vedono il proprio peso in portafoglio attestarsi all’8,4%, +0,7% rispetto all’anno precedente nonostante la contrazione riscontrata nel corso dell’ultimo trimestre del 2024 per via del calo dei tassi. I titoli azionari, in aumento da 53 miliardi di fine 2023 a 60,2 miliardi, si stabilizzano su un’incidenza del 6,6% mentre gli Etf assumono più rilevanza rappresentando l’1,8% del patrimonio. Obbligazioni corporate e certificate pesano rispettivamente il 3,6% e l’1,4% del portafoglio complessivo dei clienti delle reti.


La classifica per società

Al primo posto c’è Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking con un patrimonio a fine 2024 di 182,29 miliardi, seguono Intesa Sanpaolo Private Banking con 162,6 miliardi e Banca Mediolanum con 123,3 miliardi tallonata da Fineco con 121,7 miliardi. Sopra i 100 miliardi di masse si piazza anche Banca Generali (102,7 miliardi). (riproduzione riservata)



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