Tratto dall'inserto CF di Milano Finanza di sabato 24 febbraio

Come ha rilevato il presidente di Anasf, Luigi Conte, «la maxi-deduzione potrà costituire una delle misure di maggior impatto economico nel 2024, perché consente anche ai consulenti finanziari di poter rafforzare la propria organizzazione, fruendo di un importante abbattimento del costo del lavoro a livello fiscale».
Sarà, peraltro, necessario rispettare specifici requisiti e condizioni. In particolare, i contribuenti devono aver esercitato, nel 2023, l’attività di riferimento per almeno 365 giorni. La volontà del legislatore è, quindi, quella di destinare la misura a contribuenti effettivamente operativi, che potrebbero realizzare concreti incrementi occupazionali. Rimangono, pertanto, escluse dall’agevolazione le società in liquidazione ordinaria e giudiziale e tutte le imprese che abbiano fatto ricorso agli altri istituti liquidatori previsti dal Codice della crisi d’impresa.
L’accesso alla maxi-deduzione presuppone, poi, due verifiche, aventi ad oggetto la sussistenza dell’incremento occupazionale e il calcolo del beneficio eventualmente spettante. Con riferimento alla prima verifica, va accertata una differenza positiva tra il numero dei lavoratori a tempo indeterminato alla fine del 2024 e il corrispondente valore medio del 2023.
Sarà, dunque, necessaria la presenza di almeno una nuova assunzione a partire dal 1° gennaio 2024, mentre non sarà sufficiente un mero incremento della media dei lavoratori per il 2024. Con riferimento alla seconda verifica, la maggiorazione del 20% deve essere applicata al minore valore tra il costo, sostenuto nel 2024, relativo ai nuovi lavoratori assunti (comprendente retribuzioni, contributi, ratei ferie, bonus e quota del Tfr) e l’incremento complessivo del costo del personale risultante dal conto economico del medesimo anno, rispetto al corrispondente dato dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2023. A contenere possibili condotte elusive interviene, invece, la clausola di decadenza che esclude dalla fruizione del beneficio chi non registra un incremento complessivo della forza lavoro. In altri termini, il numero complessivo dei dipendenti alla fine del 2024 deve essere superiore al numero complessivo dei dipendenti registrato alla fine del 2023.
Nell’ambito della maxi-deduzione viene, infine, incentivata l’assunzione di particolari categorie di soggetti che necessitano di maggiore tutela (persone con disabilità, donne vittime di violenza, ex precettori del reddito di cittadinanza, etc.), mediante la previsione di ulteriori coefficienti di maggiorazione, da individuare con successivo decreto ministeriale. In particolare, l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati potrà consentire di dedurre un costo pari al 130% del costo del lavoro.
È, quindi, rilevante il vantaggio fiscale cui i consulenti finanziari potrebbero accedere mediante tale agevolazione, senza peraltro rischiare il pagamento dell’IRAP a fronte di una maggiore strutturazione dell’impresa, stante la definitiva esclusione dell’IRAP per tutti gli imprenditori individuali, ivi inclusi i consulenti finanziari, dal 2022 (art. 1, co. 8, l. bilancio 2021). «È auspicabile che la maxi-deduzione possa divenire strutturale o confluire, comunque, nella più ampia revisione dell’imposta sui redditi – ha osservato ancora il presidente Conte – anche quale contrappeso all’esclusione dei consulenti finanziari dalle decontribuzioni autorizzate nell’ambito del Temporary Crisis and Transition Framework della Commissione UE».
*e-IUS Tax&Legal - consulenti fiscali di Anasf