
E poi ancora:
Pubblichiamo di seguito l'editoriale del numero a firma del direttore Marco Barlassina.
A 100 anni esatti dalla nascita del primo fondo comune e a 40 dal lancio del primo omologo italiano, quelli che gli americani chiamano mutual funds rischiano di essere strumenti superati? Sul tema si è di recente esercitato il Financial Times, ma il quotidiano britannico non è solo nell’affrontare questo interrogativo. “Alla ricerca di nuovi equilibri: investire negli scenari globali” è il titolo scelto per la 14esima edizione del Salone del Risparmio. E di nuovi equilibri l’industria del risparmio gestito ha sicuramente bisogno visto che il 2023 è stato l’anno degli squilibri, almeno rispetto al recente passato: in favore dei titoli di Stato in primis, degli strumenti di risparmio a basso costo in secondo luogo, ma anche di asset class che il risparmio gestito ha fin qui potuto intercettare solo parzialmente (come scriviamo all’interno del giornale, sono oltre un milione gli italiani che detengono criptovalute).
Esistono tuttavia elementi per smontare questa tesi. Da un lato la prospettata diminuzione dei tassi d’interesse limerà via via l’attrattività dei titoli di Stato, ma appunto, si tratterà di un processo graduale, che prenderà ancora diversi mesi. Dall’altro, i numeri che riportiamo all’interno della nostra storia di copertina mostrano che, laddove c’è qualità nella gestione, i fondi sono stati in grado di garantire ritorni significativi con continuità nel lungo termine, passando attraverso crisi internazionali, crolli dei mercati azionari e fasi in cui sarebbe apparso più comodo stare seduti su Btp&Co.
La notizia della morte dei fondi pare dunque esagerata, per citare Mark Twain, ma nel frattempo ben venga la ricerca di nuovi equilibri.
Gli approfondimenti di Patrimoni saranno accessibili nei prossimi giorni anche online, agli abbonati di MilanoFinanza.it.