
Il sistema di intelligenza artificiale ChatGPT, sviluppato dalla Open AI, è uno strumento in grado di conversare via chat, rispondendo alle domande più disparate. Quindi, ipoteticamente, anche a tutte le domande dedicate al settore finanziario e del risparmio gestito.
Ma ChatGPT è in grado di superare l'esame di consulente? E quello dei risparmiatori? Queste le domande a cui si è provato a dare risposta durante la tavola rotanda di Class CNBC con Andrea Cabrini, Jole Saggese e Mariavittoria Zaglio insieme a Carlo Alberto Carnevale Maffè, Paola Pietrafesa e Enzo Barba.
"L'intelligenza artificiale generativa - di cui ChatGPT ne è un esempio - sono solo dei pappagalli stocastici, perchè ripetono solo quello che l'algoritmo riesce a leggere in rete. E' evidente che queste macchine, per erudizione, possono battere qualsiasi essere umano, ma non aiuta il consulente finanziario a sapere le cose, al massimo a trovare il linguaggio giusto per arrivare all'interlocutore", ha commentato il dott. Carnevale Maffè, docente di strategia presso la SDA Bocconi, che ritiene questo uno strumento straordinario per la professione nella misura in cui alleggerisce e semplifica il work flow del fare banking.
Paola Pietrafesa, ceo di Allianz Bank Financial Advisors, analizzando l'utilità dell'intelligenza artificiale nel rendere più sostenibile l'attività dei consulenti finanziari a fronte di una riduzione dei margini di intermediazione, ha spiegato: "Questi strumenti ci potranno aiutare in futuro a rendere più scalabile ed efficiente il lavoro del consulente finanziario, consentendogli di aumentare le masse e quindi di recuperare una parte di redditività".
Un ottimo assistente, non solo per il consulente ma anche per le aziende che forniscono i servizi ai consulenti finanziari. "Noi potremmo mettere a disposizione nuovi strumenti e funzionalità che permettono di snellire e accellerare le operazioni di consulenza", ha dichiarato Demetrio Migliorati, head of innovation di Banca Mediolanum.
“In BCG parliamo di intelligenza artificiale responsabile come di un insieme di fattori abilitanti verso l’innovazione e non solo in ottica di compliance. Le iniziative RAI (Responsible AI) possono infatti rappresentare il quadro di riferimento sia per chi crea strumenti di intelligenza artificiale che per chi li utilizza, aiutando entrambe le parti a confrontarsi positivamente con la regolamentazione e a sviluppare un senso etico al riguardo. Questo aspetto è rilevante soprattutto per le aziende italiane che si trovano ad operare in un contesto regolamentare attento alle dinamiche di sviluppo delle nuove tecnologie e del loro impatto sugli utenti. Pensiamo ad esempio, al blocco di ChatGPT da parte del Garante della Privacy che potrebbe essere “anticipatore” di iniziative simili a livello Europeo” ha commentato Enzo Barba, Partner di BCG X, divisione della società di consulenza specializzata sull’AI.