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Chaput (Oddo Bhf): l'AI aiuta a individuare gli emergenti
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Chaput (Oddo Bhf): l'AI aiuta a individuare gli emergenti

Milano Finanza - Numero 171 pag. 36 del 31/08/2024

Nicolas Chaput, ad di Oddo Bhf Am, delinea le ultime strategie per affrontare le prossime mosse delle banche centrali sui tassi (in primis la Fed il cui presidente Jerome Powell da Jackson Hole ha annunciato di essere pronta a tagliare il costo del denaro) e per sfruttare il forte sviluppo degli asset privati. Difatti muoversi tra mercati privati e quotati è diventato un imperativo per i gestori, soprattutto per quelli previdenziali. E se sul fronte dei primi l'offerta si sta arricchendo di nuovi veicoli come gli Eltif che permettono di diversificare i portafogli a partire da importi ridotti, anche sotto i 10 mila euro, nell'ambito degli asset negoziati sui listini regolamentati è necessario in questa fase navigare a vista dato che tra rischi politici e incognite su inflazione e crescita economica, la visibilità resta bassa. Come spiega l'ad della società di gestione franco-tedesca, con circa 60 miliardi di euro di masse.

Domanda. Quali sono gli ultimi trend in atto nei private asset?

Risposta. Emerge una crescita costante del mercato dei private asset. Nonostante un calo nel 2023, negli ultimi cinque anni il mercato globale del private equity che vale 8.200 miliardi di dollari è cresciuto a un tasso annuo del 22%. I privati e i family office rappresentano già una quota significativa degli investitori del 2023: 20% in Sud Europa, 24% in Francia, ma solo 8% in Germania, ad esempio. Quando Oddo Bhf ha deciso di sviluppare la propria expertise nei private asset nel 2018, l'obiettivo era quello di dare accesso a queste competenze a nuovi canali di distribuzione, come private banking, consulenti e family office, in aggiunta alla storica base di clienti istituzionali. Oggi gran parte della nostra crescita in questo ambito è guidata da privati. Siamo convinti che questa tendenza continuerà a rafforzarsi, grazie anche al recente lancio del nostro veicolo Oddo Bhf Commit for Tomorrow Eltif 2.0. che ha proprio l'obiettivo di favorire l'accesso di un numero maggiore di investitori privati a un'asset class che era prevalentemente utilizzata dagli investitori istituzionali.

D. Come è strutturato?

R. Abbiamo appositamente utilizzato una strategia di private equity in materia ambientale già esistente che ha dato prova della propria efficacia dal 2020. L'Eltif punta a finanziare soluzioni per affrontare le sfide di domani in settori quali lo stoccaggio di energia e il trattamento delle acque. Prevede un investimento minimo di 1.000 euro per la classe di azioni E1. Dopo un periodo di raccolta di due anni che termina nell'aprile 2026, la scadenza del fondo è fissata a dieci anni e potrà essere prorogata due volte di un anno.

D. Quali sono le prospettive dei mercati azionari e dei bond anche in vista delle attese sui tassi da parte di Fed e Bce?

R. La Bce è in anticipo rispetto alla Fed perché la crescita economica dell'Eurozona rimane debole e la disinflazione è più avanzata rispetto agli Stati Uniti. L'incertezza permane poiché l'impatto della stretta monetaria sull'economia reale è ancora in corso e non è ancora terminato. Rimaniamo costruttivi sul reddito fisso e sul credito e privilegiamo un approccio dualistico con una posizione su titoli investment grade a più lunga duration e su titoli high yield più a breve per sfruttare il carry. Crediamo che la selettività e la diversificazione del credito siano fondamentali e rimaniamo molto cauti sul settore immobiliare, che presenta una leva finanziaria eccessiva. Nell'azionario l'incertezza sui tassi di interesse è proseguita, causando ripetute fluttuazioni dei prezzi. Non è certo se la Bce farà seguire al primo altri tagli dei tassi.

D. E' tempo di tornare a investimenti multi-asset?

R. Di recente, i rendimenti relativamente elevati del mercato monetario e del breve termine hanno frenato la domanda di strategie multi-asset difensive e bilanciate. Di conseguenza, quest'anno abbiamo registrato una domanda più forte per la nostra strategia dinamica e orientata alle azioni. Ci aspettiamo però che l'inizio del ciclo di riduzione dei tassi favorisca nuovamente il nostro approccio multi-asset che si concentra su azioni di elevata qualità e obbligazioni con un solido rating creditizio. Riteniamo che le azioni preferite con un forte potenziale di crescita a lungo termine continueranno a beneficiare del calo dei tassi d'interesse. Anche il portafoglio obbligazionario, con un rendimento medio del 4% e un basso rischio di credito, beneficerà dell'imminente svolta dei tassi. Prevediamo quindi che i fondi di tipo multi-asset riacquisteranno popolarità, soprattutto in un contesto di incertezza geopolitica.

D. Come l'intelligenza artificiale è integrata nei processi di investimento?

R. Nel 2018 abbiamo cominciato ad analizzare questo ambito, basandoci sull'idea che l'intelligenza artificiale fosse una rivoluzione silenziosa che avrebbe influenzato tutti i settori dell'economia, con vincitori e vinti, e abbiamo lanciato un primo fondo tematico focalizzato su questo settore. Per identificare i potenziali titoli, utilizziamo in parte l'intelligenza artificiale nel processo di investimento grazie a uno strumento basato sull'elaborazione del linguaggio naturale, che sfrutta la capacità di analisi dei dati per scorrere milioni di informazioni pubblicate in tutto il mondo e generare nuove idee prima che il mercato le identifichi come rilevanti. Il nostro strumento di intelligenza artificiale si rivela particolarmente utile per individuare società giovani, piccole o poco studiate in un universo di oltre 6 mila società. La rivoluzione dell'intelligenza artificiale contribuirà quindi a ribaltare le attuali posizioni competitive a vantaggio di quelle società che la integreranno nei loro processi interni prima dei loro concorrenti, consentendo loro, a nostro avviso, di produrre più velocemente, meglio e a minor costo.

D. Quanto è importante oggi l'approccio Esg?

R. Attualmente l'81% degli attivi dei nostri fondi comuni incorpora criteri Esg con comparti classificati articolo 8 o articolo 9 ai sensi della normativa europea denominata Sfdr. Il nostro approccio Esg si basa su quattro pilastri: esclusione, integrazione Esg, transizione climatica e active ownership. Di recente ci siamo concentrati sulla decarbonizzazione, una delle maggiori sfide a livello mondiale per sostenere la dinamica del passaggio verso forme di energia pulita. (riproduzione riservata)



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