Mentre la Uefa minaccia azioni legali dopo il tentativo di privatizzare il Mondiale (creando una newco valutata 20 miliardi), la corsa di Gianni Infantino verso il quarto mandato alla guida della Fifa registra il primo vero segnale di difficoltà. La federazione calcistica del Galles ha infatti deciso di ritirare il proprio sostegno alla candidatura del presidente, diventando la prima associazione nazionale a rompere pubblicamente con il numero uno del calcio mondiale.
La decisione rappresenta un colpo politico per Infantino, che negli ultimi mesi aveva costruito un ampio fronte di consenso internazionale in vista delle elezioni presidenziali della Fifa previste nel 2027.
Il passo indietro della federazione gallese arriva dopo le polemiche nate attorno alle recenti iniziative promosse dal presidente, in particolare il progetto per creare una nuova struttura commerciale collegata alla valorizzazione degli asset della Fifa e dei diritti legati alle competizioni internazionali. L’iniziativa aveva sollevato dubbi e critiche tra diverse federazioni, preoccupate per l’impatto che una maggiore apertura ai capitali privati avrebbe potuto avere sul modello di governance della federazione mondiale.
Infantino, secondo quanto ricostruito dalla stampa internazionale, aveva puntato su un’evoluzione del modello economico della Fifa, con l’obiettivo di aumentare la capacità della federazione di generare ricavi attraverso nuove opportunità commerciali. Una strategia che però ha incontrato resistenze soprattutto in Europa.
Il caso gallese potrebbe rappresentare l’inizio di un fronte più ampio di opposizione. Diverse federazioni europee hanno infatti manifestato negli ultimi mesi crescente insoddisfazione rispetto alla gestione della Fifa e alle modalità con cui vengono prese alcune decisioni strategiche.
La posizione del Galles rompe così un equilibrio che sembrava favorevole al presidente. Infantino, eletto per la prima volta nel 2016 dopo la crisi che aveva travolto la precedente leadership della Fifa, ha finora mantenuto un forte sostegno soprattutto tra le federazioni extraeuropee, grazie anche alla politica di redistribuzione delle risorse attraverso i programmi di sviluppo.
La sfida per il presidente sarà ora trasformare il consenso globale raccolto negli ultimi anni in un sostegno politico sufficiente anche in vista del voto del 2027. Il ritiro del sostegno gallese, pur non mettendo in discussione nell’immediato la sua posizione, rappresenta il primo segnale di una possibile frattura all’interno della federazione internazionale.
La partita sulla leadership della Fifa entra dunque in una nuova fase: non solo una corsa elettorale, ma anche un confronto sul futuro modello di gestione economica e istituzionale del calcio mondiale.
Intanto la Uefa ha minacciato azioni legali contro il piano (fallito) di Infantino, di scorporare l’entità commerciale dei Mondiali dalla Fifa per venderne un 20% a investitori privati. In una lettera indirizzata a Infantino, la Uefa ha avvertito che stava «valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi» in relazione alla proposta dell'organo di governo mondiale di raccogliere oltre 4 miliardi di dollari dalla vendita di azioni di una nuova entità che avrebbe ospitato i diritti commerciali della Fifa.
La lettera, datata venerdì 31 luglio e indirizzata a Infantino presso la sede centrale della Fifa a Zurigo, avvertiva Infantino e l’organizzatore dei Mondiali di «identificare, localizzare e conservare tutti i documenti e le informazioni archiviate elettronicamente» relativi alla creazione di FifaForward Enterprise. (riproduzione riservata)