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Fida: i risparmiatori italiani puntano sui titoli della difesa. Ecco per quali ragioni
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Fida: i risparmiatori italiani puntano sui titoli della difesa. Ecco per quali ragioni

15 aprile 2025, 16:03 Ultimo aggiornamento: 17:16

Il peso medio dei titoli dell’industria europea è adesso molto simile a quello delle società americane con una dinamica in crescita coerente con l'andamento dei corsi azionari

Difendere il portafoglio, mettendo direttamente la difesa in portafoglio. Quel che sembra un gioco di parole è in realtà una strategia d’investimento che sempre più investitori italiani, in questo periodo di grande incertezza geopolitica, hanno iniziato ad adottare.

A certificarlo è l’analisi condotta da Fida - Finanza Dati Analisi, presentata durante l’evento «Connact Defence & Security» organizzato da Connact a Roma, che nota un «significativo spostamento» verso gli investimenti in difesa, sia in termini di fondi sia di Etf.

L’analisi si è concentrata su oltre 3.500 portafogli appartenenti a più di 27 mila strumenti di risparmio gestito, tra cui fondi comuni ed Etf autorizzati alla distribuzione in Italia. Considerando un arco temporale che va da luglio dello scorso anno a marzo 2025 emerge una «chiara tendenza alla diversificazione nel comparto da parte degli operatori del risparmio gestito, con un aumento del peso medio di tali strumenti all’interno dei portafogli». 

Il peso del risparmio italiano nel settore

Secondo Luca Lodi, head of R&D di Fida, la ricerca ha messo in luce un dato interessante: il peso medio dei titoli del settore difesa in Europa sta crescendo costantemente, avvicinandosi a quello delle società americane, con una concentrazione particolare sui titoli azionari. «I risultati mostrano una consistenza media non trascurabile, concentrata su strumenti di tipo azionario», ha detto. 

Se si analizzano i dati specifici per area geografica, si nota che gli investimenti diretti in Nord America (dei fondi ed Etf venduti in Italia) hanno un peso medio che oscilla tra lo 0,35% del secondo trimestre 2024 e lo 0,37% del primo trimestre 2025. 

Eppure è l’Europa che ha registrato un incremento più marcato: se nel secondo trimestre 2024 il peso degli investimenti diretti nel settore era dello 0,29%, nel primo trimestre 2025 ha raggiunto lo 0,35%. «Il trend di crescita segue l’andamento dei corsi azionari, con un dinamico rialzo che dimostra come gli investitori stiano guardando al settore difesa con sempre maggiore attenzione», ha concluso Lodi. (riproduzione riservata)

  



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