La raccolta retail del Btp Italia si chiude con il dato più impronosticabile alla vigilia: quello dei multimilionari che hanno investito nel nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione tricolore. Nel corso dei tre giorni di collocamento sono stati più di 160 gli ordini sopra il milione di euro, con due ticket monstre che hanno addirittura superato i 20 milioni: a quello da record di lunedì da 24,2 milioni di euro se ne è aggiunto nel secondo giorno di emissione uno da 22,5 milioni.
Niente male per un titolo pensato in primis per piccoli risparmiatori (il taglio minimo era di 1.000 euro), ma che alla prova dei fatti si è dimostrato una prima scelta soprattutto per gli investitori più facoltosi. La prova del nove: rispetto alla precedente emissione di marzo 2023 il ticket medio è salito del 29% passando da 26.160 a 33.686 euro.
Anche giovedì 29 maggio, terzo e ultimo giorno di collocamento, peraltro alcuni Paperoni ritardatari hanno sfoderato l’artiglieria pesante: gli ordini sopra il milione sono stati circa 30, di cui uno (a tre quarti d’ora dalla fine) ha stabilito il record di giornata con 9,2 milioni.
In tutto ciò il terzo e ultimo giorno riservato agli investitori individuali si è chiuso con 1,24 miliardi di euro di ordini e 40.200 partecipanti per un totale complessivo di 6,5 miliardi versati da oltre 190 mila risparmiatori. Il confronto con l’ultimo Btp Italia, quello di marzo 2023, non sorride in valore assoluto alla nuova emissione del Mef. In quell’occasione, con un’inflazione ancora strutturalmente elevata (l’indice Foi era al 7,4%) e una ghiotta cedola base al 2%, il Tesoro aveva riunito intorno alla bandiera del debito pubblico più di 327 mila risparmiatori individuali e raccolto nelle sue casse 8,6 miliardi, per poi chiudere a 9,9 miliardi con il contributo degli istituzionali. In quell’occasione però il ticket medio era stato decisamente più contenuto: circa 26 mila euro per ordine.
La palla passa ora agli istituzionali, protagonisti dell’ultimo giorno di collocamento. Se la partecipazione dovesse essere come quella di due anni fa il Btp Italia chiuderebbe a circa 8 miliardi, in linea con le attese della vigilia (8-10 miliardi era la forbice indicata dagli analisti) anche se un po’ più in basso rispetto alle stime più ottimiste: Barclays, ad esempio, ha stimato che il Mef possa raccogliere 11 miliardi con questo Btp Italia.
Le variabili in gioco sono ancora molte: sicuramente da qualche settimana mercato e debito italiano sono in luna di miele, come confermato dalla recente promozione da parte di Moody’s e dalla discesa dello spread tra Btp decennale e Bund tedesco di pari durata sotto i 100 punti base.
I grandi investitori istituzionali, dai fondi di investimento alle casse di previdenza, potrebbero approfittare delle buone condizioni (dalla cedola base al premio fedeltà dell’1%) del nuovo Btp Italia per costruire una parte della propria allocazione obbligazionaria indicizzata. Una quota che, stando ai report delle grandi case di gestione, dovrebbe aggirarsi - a seconda di condizioni di mercato e profili di rischio - tra il 10% e il 30% dell’allocazione complessiva in bond. Anche i grandi milionari che hanno scelto di acquistare questo titolo di Stato potrebbero aver fatto un ragionamento analogo. (riproduzione riservata)