In Europa è in atto un vero e proprio boom degli Etf attivi. Questi strumenti di investimento, che riuniscono le caratteristiche di liquidità degli Etf alla gestione attiva dei fondi comuni, rappresentano ancora una goccia nell’oceano nel mercato del risparmio gestito del continente, ma il loro peso cresce costantemente. Secondo quanto rilevato da Hanetf in uno studio dedicato, alla fine del terzo trimestre le masse allocate in Etf attivi hanno sfiorato quota 50 miliardi di dollari: un valore più che raddoppiato rispetto alla fine del 2023.
Certo, il loro peso nel mercato europeo degli Etf resta marginale: poco più del 2% delle masse complessive dei fondi indice, arrivate a fine trimestre a 2.160 miliardi (2.260 considerando tutti gli Etp, Exchange Traded Product). Ma l’interesse per questi Etf attivi è sempre maggiore, come testimoniano anche i dati di raccolta: da 3,6 miliardi del secondo trimestre a 5,8 miliardi del terzo. Un incremento del 64%. A livello globale, spiega il rapporto, gli Etf attivi hanno addirittura rappresentato il 25% dei flussi globali di Etf nel primo semestre di quest'anno.
Pioniere e mattatore del mercato, certifica Hanetf, è JP Morgan Am: al braccio di risparmio gestito della più grande banca d’investimento al mondo fanno capo 33 dei 50 miliardi delle masse europee complessive, i due terzi del totale. A fine terzo trimestre JP Morgan Am aveva 25 Etf attivi quotati. Secondo gradino del podio per Fidelity, con 11 prodotti e 8,4 miliardi di masse, seguita da Pimco con sei fondi e 6,4 miliardi.
Negli ultimi giorni peraltro le case di gestione stanno entrando nel mercato con una gamma sempre più ampia di prodotti. Ultimi in ordine di tempo sono Janus Henderson, che ha appena quotato alla borsa di Francoforte il suo primo Etf attivo europeo, focalizzato su 20-30 titoli azionari giapponesi con un approccio high conviction, e la stessa Hanetf che ha lanciato, insieme a PT Asset Management, un prodotto di investimento che ha come sottostanti i bond americani. (riproduzione riservata)