Bnp Paribas prosegue la stagione delle trimestrali delle grandi banche europee con risultati superiori alle attese del mercato e con un contributo sempre più importante dell'investment banking. Nel secondo trimestre il gruppo francese (-1,5% a 105,16 euro per 116 miliardi) ha registrato un utile netto di 4,35 miliardi di euro, in crescita del 33% rispetto a un anno prima e superiore al consenso Bloomberg di 4,23 miliardi. I ricavi sono saliti del 12% a 14,09 miliardi di euro, anch'essi oltre le attese degli analisti.
A trainare i conti è stata soprattutto la divisione Global Markets, che ha beneficiato dell'elevata volatilità dei mercati e del rally dell'azionario. In particolare, i ricavi delle attività di equity e prime services sono balzati del 43% a 1,41 miliardi di euro, nettamente oltre gli 1,08 miliardi attesi dal mercato. Una performance che conferma la strategia perseguita negli ultimi anni dall'amministratore delegato Jean-Laurent Bonnafé, che ha rafforzato l’equity trading mentre altri concorrenti europei ridimensionavano il business.
Nel complesso, i ricavi della sezione Corporate & Institutional Banking sono aumentati del 13% a 5,28 miliardi di euro, mentre quelli di Global Markets sono saliti del 17% a 2,81 miliardi. Il coefficiente patrimoniale Cet 1 ha raggiunto il 13%, leggermente sopra le attese degli analisti, mentre il cost/income ratio è migliorato al 56,7%, confermando il progressivo aumento dell'efficienza operativa.
In Italia la controllata Bnl evidenzia un andamento definito resiliente dal gruppo, in attesa della presentazione del nuovo piano strategico prevista per il 18 novembre.
Nel secondo trimestre il margine di intermediazione si è attestato a 679 milioni di euro, in lieve flessione dell'1,6%, penalizzato dalla compressione del margine di interesse dovuta al calo degli spread sui prestiti, solo in parte compensata dal contributo dei depositi. A sostenere i ricavi sono state invece le commissioni, favorite dalla crescita del private banking e dall'attività con la clientela imprese, anche grazie alle sinergie con la divisione Corporate & Institutional Banking del gruppo.
Sul fronte commerciale prosegue la crescita degli impieghi, aumentati dell'1,8% rispetto a un anno fa e del 2,2% al netto dei crediti deteriorati. Significativa l'espansione dei finanziamenti alle imprese (+5,7%), mentre il credito residenziale ha registrato una flessione in un contesto di maggiore selettività nell'erogazione dei mutui.
La raccolta indiretta è aumentata del 10,6%, sostenuta soprattutto dalla clientela private e retail. Le masse del Private Banking hanno raggiunto i 51 miliardi di euro, in crescita del 9,5%, mentre la raccolta netta del trimestre è stata pari a 200 milioni di euro.
Sul fronte della qualità del credito, il costo del rischio è sceso del 18,4% a 56 milioni di euro, attestandosi a soli 31 punti base sugli impieghi, uno dei livelli più bassi degli ultimi anni grazie alla riduzione degli accantonamenti sui crediti deteriorati. L'aumento dei costi operativi (+2,6%), legato principalmente al rinnovo del contratto nazionale e agli investimenti tecnologici, ha tuttavia limitato la crescita della redditività.
Bnl ha così chiuso il trimestre con un utile ante imposte di 175 milioni di euro, in calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, dimostrando comunque una buona tenuta in una fase caratterizzata dalla normalizzazione dei tassi e dalla pressione sul margine di interesse. (riproduzione riservata)