Bitcoin vuole la pace. Sembrerà retorico ma i fatti dicono questo: alle 18:40 la criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto saliva del 4,8% a 67.170 dollari. E il movimento al rialzo è partito non appena è stato firmato (digitalmente) lo storico accordo preliminare di pace fra Stati Uniti e Iran.
La fine ufficiale delle ostilità ha spinto gli investitori ad abbandonare i beni rifugio per tornare su asset considerati speculativi come le criptovalute. L'accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale e ha già fatto scendere il greggio ai minimi da tre mesi. Questo allenta le pressioni inflazionistiche globali e i timori di un’ondata di rialzi dei tassi generalizzati da parte delle banche centrali.
La prima resistenza da superare è quella dei 67.220 dollari, violata pochi minuti fa ma per ora il Bitcoin non ha mantenuto quel livello. Un consolidamento sopra i 70.000 dollari annullerebbe la pressione ribassista di inizio giugno. (riproduzione riservata)