Le reti elettriche correranno più del gas. È questa la principale indicazione che emerge dall’ultima analisi di Barclays, che parte dal nuovo piano industriale di Italgas per delineare una gerarchia sempre più netta all’interno delle utility europee.
Secondo la banca d’affari, il settore delle infrastrutture energetiche resta sostenuto da un robusto ciclo di investimenti, ma le opportunità di crescita appaiono oggi più favorevoli per gli operatori delle reti elettriche rispetto a quelli attivi nel trasporto e nella distribuzione del gas. Il distinguo non mette in discussione il ruolo strategico delle infrastrutture che trasportano il metano, ma riflette il crescente impatto dell’elettrificazione dell’economia europea sui piani di sviluppo delle utility.
Barclays sottolinea come anche le reti gas continuino ad attrarre ingenti capitali grazie alla visibilità dei rendimenti regolati e alla prevedibilità dei flussi di cassa. La stessa Italgas, secondo le stime riportate nel report, tratta con un premio di circa il 35% rispetto alla Rab (Regulated Asset Base). Anche Snam e la spagnola Enagás mantengono valutazioni superiori al valore dei rispettivi asset regolati, con premi stimati rispettivamente intorno al 30% e al 23%.
La differenza, secondo gli analisti, riguarda semmai il potenziale di crescita: l’espansione dei data center (in Italia le richieste continuano a crescere), l’aumento dei consumi elettrici legati all’intelligenza artificiale, l’elettrificazione dei trasporti e la progressiva diffusione delle pompe di calore stanno alimentando una domanda crescente di investimenti nelle reti elettriche europee. Per questo Barclays continua a privilegiare gli operatori degli asset di trasmissione elettrica, come National Grid nel Regno Unito ed Elia in Belgio, entrambi confermati con raccomandazione overweight. Il target price assegnato a National Grid è pari a 15 sterline, mentre per Elia è fissato a 154 euro.
La lettura degli analisti va anche oltre i singoli titoli e riguarda l’intero universo delle utility europee. Tra le società monitorate figurano infatti, oltre a Italgas e Snam, anche Terna ed Enel in Italia, Iberdrola, Endesa, Naturgy, Redeia ed Enagás in Spagna, Eon, Rwe e Uniper in Germania, Engie in Francia, oltre a operatori come Orsted, Fortum, Verbund, Veolia, United Utilities e Severn Trent.
Il filo conduttore è la crescente centralità degli asset regolati. Se in passato il mercato tendeva a valutare le utility soprattutto sulla base dell’andamento delle commodity energetiche, oggi l’attenzione degli investitori si concentra sempre più sulla capacità di espandere la base di attività regolate attraverso nuovi investimenti infrastrutturali.
È in questo contesto che Barclays individua il principale tema d’investimento del settore: individuare quali infrastrutture saranno chiamate a sostenere la trasformazione del sistema europeo nei prossimi anni. Per la banca d'affari, le reti del gas continueranno a rappresentare un pilastro fondamentale della sicurezza energetica e della gestione dei flussi di energia, ma saranno le reti elettriche a beneficiare del maggiore impulso alla crescita derivante dall’elettrificazione dell’economia. (riproduzione riservata)