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Giuseppe Castagna, ceo Banco Bpm, Imagoeconomica
Giuseppe Castagna, ceo Banco Bpm, Imagoeconomica
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Banco Bpm è una gallina dalle uova d’oro, per Mediobanca. Ecco perché cash is king. E il ceo Castagna compra azioni

07 agosto 2023, 12:29 Ultimo aggiornamento: 14:08

Dopo i conti brillanti pubblicati a inizio agosto, poco apprezzati da mercati in piena volatilità, il titolo Banco Bpm muove controcorrente lunedì e sale. Per gli analisti di Mediobanca, è un titolo da avere in portafoglio, con una redditività quasi raddoppiata nel giro di due anni

Banco Bpm sale dello 0,56% a 4,32 euro per 6,55 miliardi di capitalizzazione mentre il Ftse Mib prosegue nella discesa, lunedì 7 agosto. Il titolo beneficia dei buoni conti relativi al secondo trimestre 2023 e dell’intervista dell’ad Giuseppe Castagna pubblicata nel fine settimana.

Banco Bpm ha capitale in eccesso che può usare per remunerare gli azionisti come vuole il mercato, ha detto il ceo Castagna. Aggiungendo che Banco Bpm sta «puntando sulle fabbriche prodotto che aiuteranno a crescere quando il margine di interesse inizierà a risentire di uno scenario dei tassi in discesa».

Il ceo Castagna compra titoli di Banco Bpm

La scorsa settimana il titolo della banca milanese era stato colpito dalla volatilità generale dei mercati dopo i conti, solidi. Tanto che da un internal dealing di Borsa Italiana è emerso come lo stesso ceo Castagna abbia rilevato azioni della propria banca nella giornata di venerdì 4 agosto. Nello specifico, si è trattato di 20.000 azioni al prezzo di 4,359 euro per un totale di 87.180 euro.

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Mediobanca: cash is the king, Banco Bpm ha una redditività del 9,5%

Lunedì gli analisti di Mediobanca Securities confermano il rating outperform e il prezzo obiettivo di 5,6 euro di Banco Bpm sottolineando che cash is the king, la liquidità è ancora il re sui mercati.

«Con i risultati del secondo trimestre Banco Bpm ha dimostrato un ulteriore miglioramento della redditività, battendo il consenso e rafforzando la guidance», scrive Piazzetta Cuccia. Gli analisti prevedono a questo punto una «redditività (RoTE) sostenibile al 9,5% con tassi più bassi... in aumento rispetto al 5% nel 2021».

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Secondo Mediobanca, la fase successiva della storia di Banco Bpm «dovrebbe concentrarsi sul rendimento del capitale» dal momento che gli analisti si aspettano che l'eccesso di capitale (rispetto ai requisiti minimi richiesti dalla Bce) raggiunga i 160 punti base nel 2023.

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Ed ecco perché si aspettano che emerga «più spazio per aumentare la remunerazione degli azionisti rispetto a quanto accennato durante la conference call» (è il tema dell’intervista del ceo Castagna) «ma non è chiaro se questa sia una priorità per i manager». Banco Bpm farà luce in maniera ufficiale su questo tema in occasione dell'aggiornamento del piano industriale nel quarto trimestre. Nel frattempo il titolo scambia con un rapporto Price/Tangible Equity di 0,6 volte e ad un ratio prezzo/utile di 6 volte.

L’ad Castagna: il risparmio gestito a tutela dei tassi in calo

Il primo semestre per l’istituto milanese si è chiuso con 624 milioni di utile netto (+78%) e sono stati rivisti gli obiettivi per il 2023 con un utile in crescita a 1,2 miliardi. Dopo i vari consolidamenti, che cosa è diventata oggi Banco Bpm? Il ceo Castagna ha spiegato, nell’intervista a Il Corriere, che «abbiamo avuto tre anni di grande ristrutturazione, siamo stati gli unici a fare un derisking di oltre 30 miliardi senza chiedere soldi al mercato. Dopo il Covid abbiamo ricostruito il modello di business della banca e nell’ultimo anno abbiamo fatto il salto di qualità. Le centinaia di milioni di ricavi e utili in più lo dimostrano: giochiamo una partita diversa».

Banco Bpm ha quindi «sistemato la macchina organizzativa e messo a regime la forza vendita. Oggi sappiamo che la digitalizzazione è a buon punto e ora è arrivato il momento per un cambio infrastrutturale importante. Se guardiamo ai tassi, ci si aspetta che scenderanno, dunque stiamo puntando sulle fabbriche prodotto che aiuteranno a crescere quando il margine di interesse inizierà a risentire di uno scenario dei tassi in discesa».

«Il modello di pura distribuzione non è vincente e se non hai voce in capitolo dal punto di vista industriale», ha aggiunto Castagna, «il partner può scegliere di cambiare quando vuole. Noi vogliamo essere al volante anche delle società di cui siamo partner, così possiamo inserire la valorizzazione delle fabbriche prodotto nella nostra strategia e non solo guadagnare dalle commissioni. Se non sei veloce nell’offerta digitale, solo come distributore non riesci a fare innovazione».

Remunerare di più gli azionisti

«Intanto la possibile recessione che aleggiava da tre trimestri non si è verificata e per i primi sei mesi le cose sono andate bene, le aziende si sono avvantaggiate», ha proseguito Castagna. Ora si vede «una spinta minore, gli ordini della meccanica sono diminuiti e questo deriva dalla crisi di singoli Paesi importatori come la Germania. Può essere una situazione contingente, vedremo. L’industria si è abituata a gestire difficoltà e cambiamenti continui, abbiamo imprenditori flessibili e ne stiamo uscendo meglio di altri. Certo, i tassi alti frenano gli investimenti». Se a settembre ci fosse una pausa, «potrebbe ripartire un po’ di ottimismo. Comunque un’azienda che ha un progetto di investimento importante deve portarlo avanti anche alle condizioni attuali».

Per Banco Bpm si parla sempre di nozze, spesso è stata citata Mps. «Abbiamo capitale in eccesso», la risposta di Castagna, «e possiamo usarlo per remunerare gli azionisti, che è quello che vuole anche il mercato, sempre con l’obiettivo di accrescere la capacità industriale sulle fabbriche prodotto». Se avessimo una remunerazione simile ad altri concorrenti, «avremmo un titolo che prezzerebbe di più», ha concluso il ceo. (riproduzione riservata)



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