Il 2025 in Italia è stato l’anno del risiko bancario, con una raffica di offerte pubbliche, alcune riuscite, altre naufragate, che hanno contribuito a ridisegnare le geografie del credito nazionale.
Ma nello stesso periodo qualcosa di altrettanto rilevante è accaduto oltre i confini del Paese: da gennaio a dicembre il valore delle fusioni bancarie transfrontaliere nell’Unione europea ha raggiunto 17 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto ai 3,4 miliardi dell’anno precedente.
È il dato più elevato dalla crisi finanziaria del 2008, quando si toccarono i 19,5 miliardi. Un balzo che segna la fine di una lunga stagione di immobilismo nelle operazioni di m&a e riflette il rafforzamento dei bilanci bancari e la ripresa delle quotazioni azionarie.
A trainare il risultato sono state alcune operazioni di peso, capaci di incidere sensibilmente sul totale annuo. Tra queste spicca la cessione da 7 miliardi di euro con cui Santander ha trasferito gran parte delle proprie attività in Polonia all’austriaca Erste Bank. L’operazione ha consentito al gruppo spagnolo di razionalizzare la propria presenza internazionale e, al tempo stesso, ha rafforzato il posizionamento di Erste nell’Europa centro-orientale.
Di rilievo anche l’acquisizione da 6,4 miliardi del portoghese Novo Banco da parte di Bpce, che controlla le reti Banque Populaire e Caisse d’Epargne. L’operazione ha consolidato il ruolo del gruppo francese tra i principali attori del credito nell’Europa occidentale, ampliandone la base clienti e le sinergie operative. Sempre sul fronte transalpino, Crédit Mutuel ha messo a segno il takeover da 1,8 miliardi della tedesca Olb, rafforzando la propria presenza nel mercato tedesco. Senza contare che, sotto la guida del ceo Andrea Orcel, l’italiana Unicredit (già presente in Germania con Hvb) è arrivata al 26% di Commerzbank.
Nel complesso, le operazioni transfrontaliere concluse nella Ue sono state 19: un numero significativo per valore e qualità degli attori coinvolti.
Il ritorno delle grandi manovre segnala un cambio di clima dopo anni in cui le aggregazioni oltre frontiera erano rimaste episodiche, frenate da incertezze regolamentari e da un contesto economico meno favorevole. La ripresa si inserisce in una tendenza più ampia: nel 2025, a livello globale, il valore delle fusioni e acquisizioni bancarie è più che raddoppiato, raggiungendo 190 miliardi di dollari, secondo le stime di McKinsey.
Il settore beneficia di utili robusti, tassi di insolvenza contenuti e di una maggiore fiducia degli investitori, fattori che hanno riportato le valutazioni di borsa su livelli superiori al valore contabile tangibili creando così i presupposti per una proficua stagione di caccia. (riproduzione riservata)