Mentre il governo prepara la nuova tassa sugli extraprofitti, accelera la frenata dei prestiti bancari in Italia.
A giugno i prestiti al settore privato sono diminuiti dell'1,7% su base tendenziale (-1,1% nel mese precedente). Si tratta della maggiore contrazione in tempi recenti e la rende nota Bankitalia nella pubblicazione «Banche e moneta».
I prestiti alle famiglie, si legge nel documento, sono aumentati dello 0,2% sui dodici mesi (0,8% nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 3,2 per cento (-2,8% nel mese precedente).
I depositi del settore privato sono diminuiti del 4,3% sui dodici mesi (come in maggio) mentre la raccolta obbligazionaria è aumentata del 16,1% (13,2% nel precedente mese di maggio).
Il trend fotografato da Bankitalia è confermato anche dai recenti dati semestrali pubblicati dagli istituti di credito. I primi cinque gruppi hanno visto calare gli impieghi in media dell’1,5% nella prima metà dell’anno sia per il maggiore costo dei finanziamenti che per il generalizzato rallentamento dell’attività economica e, soprattutto, degli investimenti.
Per compensare l’impatto della tassa sul conto economico gli istituti avranno due alternative: o alzare ulteriormente il costo degli impieghi o ribilanciare i ricavi sulle commissioni. L’effetto? Il canale del credito si restringerà ulteriormente e, con l’economia già in fase di rallentamento, potrebbe spianare la strada a quella recessione che finora l’Italia è riuscita a evitare. (riproduzione riservata)