L'ormai atteso taglio dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, che dovrebbe provocare un abbassamento dei rendimenti dei titoli di Stato, riporta alta l'attenzione sulle soluzioni di risparmio gestito. Al di là dei fondi comuni, un ruolo sempre più importante lo ricoprono le gestioni patrimoniali il cui patrimonio in pancia alla reti di consulenti è arrivato a fine marzo a 84 miliardi di euro: un incremento di oltre 9 miliardi rispetto a marzo 2023 (dati Assoreti). La ragione del loro successo? Gli esperti individuano la capacità delle gestioni patrimoniali di proporsi come strategie di investimento per tutte le stagioni, pensate per navigare nelle varie fasi di mercato, dai più complessi momenti di volatilità ai periodi di rally in cui conta saper cogliere le opportunità.
Alla base delle strategie di gestione patrimoniale c'è sempre un forte focus sulla diversificazione. «Noi abbiamo creato sette team, ciascuno differenziato in base a quattro parametri: obiettivo, universo investibile, stile di gestione e il cliente di riferimento», spiega Mario Beccaria, responsabile dell'asset management di Banca Generali. «Siamo stati i primi a creare questi silos verticali differenziati e questa scelta ci ha permesso di diversificare la gamma, per dare diverse risposte in funzione delle diverse condizioni di mercato», sottolinea il manager. Negli ultimi tre anni la banca del Leone ha messo a segno una raccolta netta in gestioni patrimoniali di 3 miliardi di euro, raggiungendo a fine aprile 2024 quota 11 miliardi di masse. Mentre a livello di performance, comunica la società, il 70% delle masse in gestione che hanno registrato un risultato al di sopra del loro benchmark di riferimento.
Un altro aspetto è centrale nella filosofia delle gestioni patrimoniali. «La possibilità di una gestione multilinea, ovvero la possibilità di scegliere una serie di linee in base alle esigenze del cliente, e una serie di servizi orientati sempre al cliente, dalla rendicontazione alla capacità di compensare le minusvalenze», elenca Beccaria. Insomma, i gestori che utilizzano questo strumento credono molto nel fattore della personalizzazione. «Si tratta di un valore su cui crediamo molto e per questo mettiamo a disposizione anche servizi ancora più tailor made (su misura, ndr) per i clienti con un portafoglio superiore ai 2,5 milioni di euro», prosegue il manager di Banca Generali. «Per questi clienti», aggiunge, «la necessità di comporre soluzioni su misura è ancora più rilevante e per questo offriamo una possibilità di personalizzare più ampia, che include elementi come la scelta del benchmark di riferimento, le specifiche sotto asset class da includere o escludere dal portafoglio e il peso di alcune particolari strategie». La personalizzazione può essere inoltre estesa ad altri elementi, come la reportistica.
Altro tema centrale riguarda il rapporto che si instaura con le reti di consulenti. «Crediamo molto nella vicinanza tra rete e struttura di asset management», osserva Beccaria. «Un rapporto che si fonda sulla disponibilità a rispondere alle esigenze che arrivano dalla rete, attraverso incontri e confronti, per accompagnare da vicino i banker nelle varie fasi di mercato».
Per quanto riguarda il tema della gestione di portafoglio, le linee di gestione patrimoniale possono essere caratterizzate da una certa dispersione di performance tra i diversi team. Un elemento che non deve fare paura secondo Beccaria, in quanto «certifica la differenziazione del prodotto, non solo nel nome, dando vere risposte alle diverse esigenze specifiche dei clienti: una caratteristica che è stata molto apprezzata anche dalla nostra rete di banker». Questo perché «ogni team ha un'autonomia gestionale e fa proprio un approccio dinamico». Al di là della scelta strategica di lungo periodo la società di risparmio gestito si impegna «nella gestione dell'asset allocation da un punto di vista tattico, per posizionarci in maniera più difensiva quando il mercato ce lo richiede o per essere più decisi quando le condizioni economico-finanziarie permettono di esserlo». Insomma, ognuno dei sette team di Banca Generali «declina questo concetto generale in maniera diversa, ma tutti sono gestori attivi».
Le prossime mosse dell'istituto? «Abbiamo una pipeline di prodotti sempre in divenire, di recente abbiamo lanciato nuove linee per cogliere le diverse opportunità nel mondo obbligazionario e creato altre linee dette Recovery, che puntano ad estrarre valore dalle asset class che sono rimaste un po' più indietro e ora potrebbero avere spazio per una ripresa», conclude Beccaria. (riproduzione riservata)