
Si chiama Nova Investment Management, è già stata costituita in Irlanda e punta nei prossimi cinque anni a raggiungere qualche decina di miliardi di masse in gestione. E' l'obiettivo della creatura nata dalla partnership tra Azimut e Unicredit siglata a dicembre, che punta a «creare il polo dell'asset management italiano con respiro internazionale», come ha spiegato ieri Pietro Giuliani, presidente di Azimut, in occasione della conferenza stampa annuale della holding, che ha presentato i risultati del 2022 e ha comunicato le aspettative per l'anno da poco iniziato. Per ora Azimut detiene il 100% di Nova, ma una serie di accordi call-put permetteranno alla banca guidata dal ceo Andrea Orcel, laddove lo volesse, di arrivare dopo cinque anni all'80%. Uno scenario «verosimile», ha evidenziato Giuliani, dichiarandosi soddisfatto dell'alleanza. Nessuna integrazione all'orizzonte invece: «Noi siamo per il risparmio gestito quello che è un'azienda di chip per un costruttore di computer: costruiamo al meglio soluzioni di risparmio che poi vengono usate da altri», ha esemplificato il presidente.
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