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Axa, il ceo Europa Patrick Cohen: ecco cosa faremo con Prima Assicurazioni. La joint venture con Mps? Va a gonfie vele
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Axa, il ceo Europa Patrick Cohen: ecco cosa faremo con Prima Assicurazioni. La joint venture con Mps? Va a gonfie vele

di Anna Messia
04 agosto 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 05 agosto 2025, 11:06

Il gruppo assicurativo raccoglie già 3,5 miliardi di premi dal canale diretto, leader in Francia, Belgio, Spagna e Irlanda. Con Prima crescerà ancora ma senza trascurare gli agenti e la partnership con il Monte proseguirà

Nel 2024 c’è stata l’acquisizione di Nobis, ora di Prima Assicurazioni. Con due operazioni di peso in due anni e la spinta convinta a fare crescere la joint venture con il Montepaschi di Siena, Axa vuole dimostrare che l’Italia «è un mercato strategico per il gruppo». Parola di Patrick Cohen, chief executive officer di Axa european markets and Health, che il mercato italiano lo conosce molto bene e che, a MF-Milano Finanza, spiega le strategie del gruppo assicurativo francese in Italia. L’esperienza di Cohen in Axa è iniziata proprio dalla Penisola, dove è entrato nel 2016 come amministratore delegato di Axa Italia. Poi ha fatto crescere la Francia, principale mercato del gruppo, dove ha assunto l’incarico di ceo nel 2021 per essere promosso, nel 2023, responsabile Europa e del settore salute.

Domanda. Per acquisire Nobis, specializzata nel settore dell’automotive, avete investito 423 milioni, ora altri 500 milioni li avete impiegati per rilevare il 51% di Prima Assicurazioni, con un’opzione a tre anni per arrivare al 100%. Perché tanto interessante per l’Italia? State già pensando ad altro?

Risposta. L’Italia, guidata dal ceo Chiara Soldano, è un mercato fortemente strategico per Axa ed uno dei mercati assicurativi più interessanti in Europa per dimensione, potenziale e redditività. Nel piano industriale del gruppo non è previsto un budget per le acquisizioni ma siamo pronti a valutare eventuali opportunità, come è stato appunto per l’Italia. Con Nobis, che ha apportato 600 milioni di premi e un utile 2024 di 34 milioni, avevamo raggiunto la quarta posizione nel mercato danni in Italia. Ora con Prima, che nel 2024 ha avuto 1,2 miliardi di premi, con un combined ratio del 90%, arriveremo quasi a raddoppiare le dimensioni del business auto in Italia. Inoltre Prima rafforzerà la posizione di Axa nel canale di distribuzione diretta e insieme, Prima e Axa Italia serviranno quasi 7 milioni di clienti. 

D. Le compagnie dirette sono destinate, nel medio lungo termine, a modificare il mercato delle assicurazioni sostituendosi agli agenti?

R. Gli agenti restano centrali nel nostro modello. Prima è una fantastica aggiunta al nostro franchise in Italia, che va a complementare la solidità del nostro business tradizionale di Axa Italia, che resterà ovviamente centrale, basato su una rete di agenti fortemente radicata nei territori e in grado di offrire ai nostri clienti una consulenza personalizzata sia in ambito Vita, sia in ambito Danni, che Salute. Prima, grazie alla sua piattaforma tecnologica proprietaria e alle sue competenze di data analytics, offre una user experience integrata sia ai clienti sia agli agenti plurimandatari per chiedere un preventivo e acquisire polizze in maniera efficiente.

D. Volete crescere ancora nel mercato delle assicurazioni dirette?

R. Si e lo faremo anche grazie a Prima che tra l’altro è già presente in Spagna e Regno Unito. Prima è una storia di successo unica nel mercato italiano: in poco tempo, è diventata leader nel mercato diretto grazie ad una piattaforma tecnologica unica sviluppata internamente, un modello organizzativo snello ed una cultura improntata all’innovazione. Come gruppo nel 2024 Axa ha raccolto 3,5 miliardi dal canale diretto, con la presenta in otto aree geografiche e la posizione di leadership in quattro, Francia, Belgio, Spagna e Irlanda e vogliamo crescere e innovare.

D. In Italia avete anche lo storico accordo con il Monte dei Paschi di Siena che scade nel 2027 con la banca che in questi mesi è protagonista del risiko. Avete iniziato a ridiscutere gli accordi e che prospettive immaginate?

R. Siamo molto soddisfatti. Nel primo semestre dell’anno c’è stato uno slancio delle vendite con Mps, con una crescita a doppia cifra. Risultati frutto del lancio di nuovi prodotti innovativi, della forza commerciale della banca e di tutte le iniziative messe in campo per soddisfare i nostri comuni clienti. Continuiamo a credere nel valore della nostra joint venture, nella partnership con Mps e nella solidità del nostro business in Italia. (riproduzione riservata)



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