La Commissione Europea potrebbe concedere maggiore flessibilità ai produttori di auto che rischiano sanzioni per il mancato rispetto dei nuovi e più severi target sulle emissioni nel 2025. La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato mercoledì 29 a Bruxelles che una decisione arriverà «in settimane, più che in mesi», segnalando la necessità di un approccio pragmatico, per evitare di penalizzare eccessivamente l’industria automobilistica europea.
Il tema è cruciale per i grandi gruppi come Volkswagen, che ha già stimato potenziali multe per 1,5 miliardi di euro, per Stellantis, che si trova in una situazione non troppo diversa, e per l’intero settore. Secondo i calcoli dell’Acea (l’associazione europea dei costruttori di auto), le multe per il settore potrebbero arrivare a 15-16 miliardi di euro nel 2025. Un impatto pesante per le case automobilistiche che, nel frattempo stanno già affrontando le difficoltà legate alla transizione elettrica.
Von der Leyen non ha spiegato quale possa essere la soluzione al tema delle multe, che sarà al centro del confronto con il settore auto che inizia ufficialmente giovedì 29. La numero uno di Bruxelles ha spiegato però che «c’è un problema di equità tra i produttori, perché alcuni hanno investito con successo per raggiungere i target», e quindi non vanno penalizzati da questo punto di vista. Ma allo stesso tempo «occorre comunque flessibilità e pragmatismo per risolvere un problema complesso, sapendo che le questioni non vanno esaminate nella loro dimensioni singola ma inserite in un quadro, in un pacchetto più ampio che c’è sul tavolo». E sarà importante agire con «velocità».
Nel documento «Bussola per la competitività» pubblicato dalla Commissione si ribadisce che verranno identificate soluzioni immediate per salvaguardare la capacità di investimento del settore. Si parla di possibili margini di flessibilità per mantenere la competitività dell’industria europea, senza però abbassare le ambizioni sui target di emissioni del 2025. Parallelamente, la Commissione ha ribadito che la neutralità climatica al 2035 richiederà un approccio «tecnologicamente neutrale», aprendo così la porta agli e-fuel (elettrocarburanti) come possibile alternativa all’elettrico, ma non ai biocarburanti sponsorizzati soprattutto dall’Italia. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale strada prenderà l’Europa: un compromesso sulle multe potrebbe dare respiro a colossi come Volkswagen e Stellantis, ma senza un chiaro indirizzo sulle tecnologie del futuro, l’incertezza per il settore rimane alta. (riproduzione riservata)