La crisi dell’auto europea torna al centro del dibattito politico a Bruxelles. Nel corso della plenaria del Parlamento europeo di martedì 7 dedicata alla competitività dell'industria automobilistica, il vicepresidente della Commissione Europea Stéphane Séjourné ha lanciato un duro attacco contro la Cina, accusandola di perseguire una «strategia predatoria» nel settore dell’auto elettrica e avvertendo che il comparto europeo è ormai «in pericolo mortale».
Secondo Séjourné, Pechino sta riversando sul mercato europeo la propria capacità produttiva in eccesso, con conseguenze sempre più evidenti per i costruttori del Vecchio Continente. «Il risultato è innegabile: perdita di quote di mercato per i nostri produttori e massicce importazioni di modelli cinesi, che oggi rappresentano oltre il 15% del segmento dei veicoli elettrificati in Europa». Una dinamica che, ha aggiunto, costringe gli impianti europei a lavorare ben al di sotto della loro capacità e alimenta il rischio di licenziamenti su larga scala.
Nel suo intervento il vicepresidente della Commissione ha descritto una situazione estremamente critica per l’industria automobilistica europea. «Il settore automobilistico europeo è in pericolo mortale», ha dichiarato, chiedendo alle istituzioni europee di approvare rapidamente le misure sul tavolo per sostenere la competitività del comparto. L’obiettivo, ha spiegato, è interrompere quella che ha definito una «triplice batosta» che sta colpendo il settore: perdita di valore aggiunto, erosione delle quote di mercato e crescente difficoltà competitiva. «Dobbiamo invertire la rotta e dare un segnale chiaro all'industria».
Séjourné ha inoltre ricordato che sono in gioco milioni di posti di lavoro e la tenuta economica di numerosi territori europei, evidenziando come il comparto soffra contemporaneamente il ritardo nelle catene di approvvigionamento tecnologiche, l’instabilità geopolitica, le barriere commerciali sui mercati esteri e il dumping dei produttori cinesi.
Le dichiarazioni del commissario europeo sono state accolte positivamente dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Intervenendo al convegno Italian Waste Economy 2026, Urso ha parlato di una presa di coscienza da parte di Bruxelles. «Finalmente arrivano inequivocabili le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Séjourné sul collasso dell’industria dell’auto europea, reclamando un intervento decisivo e immediato», ha dichiarato. Il ministro ha quindi rilanciato l’allarme: «Non c’è più tempo da perdere, l’industria dell’auto europea è al collasso. Se ne sono accorti. Bene, meglio tardi che mai». (riproduzione riservata)