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Auto, il settore è alle prese con la rivoluzione dell’elettrico: chi ne uscirà vincitore?
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Auto, il settore è alle prese con la rivoluzione dell’elettrico: chi ne uscirà vincitore?

22 aprile 2024, 02:15

Tesla contro Byd, i vantaggi dei cinesi e l’Europa che insegue. L’automotive è profondamente cambiato rispetto anche soltanto a un decennio fa e il momento è arrivato: l’auto a batteria sta per cambiare definitivamente il volto dell’intero settore. Chi saprà cavalcare meglio quest’onda? | Stellantis, Mirafiori si ferma ancora: nuovo stop per 500 elettrica e Maserati. L’assemblea approva stipendio di Tavares

La Uno, la Tipo e la Panda. Sono le tre auto, tutte a marchio Fiat, più vendute in Italia nel 1989, quando è nato questo giornale. Trentacinque anni dopo in testa alla classifica delle vendite c’è ancora la Panda, ma il mondo dell’auto è profondamente cambiato. Sta vivendo la rivoluzione industriale più grande dall’inizio della sua storia, una sfida epocale che cambierà, e sta già cambiando, il volto e probabilmente anche i protagonisti dell’automotive in tutto il mondo e di conseguenza anche in Italia. Indovinare chi saranno i vincitori della partita che si gioca sull’elettrico e sullo sviluppo software dell’auto, visti i rapidi mutamenti epocali che sono in atto, è un rebus.

Stellantis è concentrata sulla remunerazione degli azionisti

Oggi Fiat esiste ancora ma come marchio di quello che è uno dei colossi globali dell’auto. Stellantis, nata dalla fusione tra Fca e la francese Psa, procede sfornando conti record – nel 2023 gli utili hanno sfondato quota 18 miliardi – e si è lanciata nella corsa all’auto elettrica. Con qualche titubanza però, mentre nel frattempo è alle prese con lo scontro che dura da mesi con governo e sindacati, che accusano il gruppo guidato da Carlos Tavares di produrre sempre meno auto in Italia. La società però resta concentrata sulla sua capacità, sempre più solida, di remunerare gli azionisti e soprattutto a quello guarda.

Il ceo di Renault, l’italiano de Meo, ha lanciato l’allarme

In Europa però la preoccupazione sale. Mentre Volkswagen cerca di recuperare terreno sull’elettrico, il ceo della più piccola Renault – in borsa vale 15 miliardi rispetto ai circa 80 di Stellantis – ha lanciato l’allarme. L’italiano Luca de Meo ha inviato una lettera appello all’Europa, in vista delle imminenti elezioni, per invitare l’intero settore automotive europeo a rendersi conto del fatto che «c’è da colmare un gap di sei-dieci anni» in particolare «nei confronti quelli che hanno iniziato prima con l’elettrico, i cinesi, e che bisogna reinventare completamente la supply chain, «oggi nelle mani di alcuni americani».

L’Europa dell’auto è nella morsa di Cina e Stati Uniti

L’Europa, a livello industriale, rischia di rimpicciolirsi e diventare irrilevante nella corsa all’elettrico, schiacciata dal problema dei costi produttivi con i quali non riesce a competere e dalla guerra dei prezzi sulle auto a batteria ancora troppo poco accessibili per il mercato di massa. Una guerra scatenata da big del settore come Tesla di Elon Musk e la rivale cinese Byd di Wang Chuanfu, che in questa fase si contendono il primato globale nelle vendite di auto elettriche.

Ha ragione Tavares? Ne resteranno soltanto quattro o cinque?

Quella che l’automotive sta affrontando è una vera sfida tecnologica, perché i veicoli elettrici sono sempre più simili agli smartphone. Tavares ha più volte dichiarato di prevedere che nei prossimi anni, a questa rivoluzione, sopravviveranno soltanto al massimo quattro o cinque grandi gruppi a livello globale: averà ragione lui? E la sua Stellantis sarà una di quelle? (riproduzione riservata)



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