La Commissione Europea prova a fare sul serio per risolvere la crisi dell’auto: Bruxelles presenterà il 5 marzo un piano d’azione mirato per l’industria del settore. L’annuncio è arrivato ieri direttamente dalla presidente Ursula von der Leyen in occasione dell’avvio del dialogo strategico sul futuro del comparto.
Al tavolo di discussione iniziato ieri hanno partecipato 24 rappresentanti dell’industria automobilistica, tra cui Acea (associazione europea dei costruttori), Bmw, Iveco, Renault, Volkswagen e Volvo. Stellantis non era presente a Bruxelles, ma la società, che ieri ha tra l’altro annunciato 1.500 assunzioni in Brasile, ha fatto sapere di «accogliere con favore il dialogo strategico» perché «è il momento di agire e siamo pronti a collaborare con la Commissione per affrontare le sfide dell’industria automobilistica». Impossibilitato a partecipare di persona perché impegnato altrove, il presidente John Elkann ha sentito personalmente von der Leyen con una call prima della riunione e ha condiviso con lei le sue proposte.
«L’industria automobilistica europea», ha spiegato, «si trova in un momento cruciale e la sosterremo in questa sua profonda transizione» con l’obiettivo di farla «prosperare in Europa e competere con successo sulla scena mondiale». Anche perché, ha sottolineato la numero uno dell’esecutivo comunitario, «la storia delle automobili è stata scritta in Europa e il suo futuro deve continuare a essere costruito in Europa».
Ieri è stato «avviato un confronto che ci aiuterà a gestire le trasformazioni future e stiamo rapidamente analizzando le aree prioritarie su cui concentrare gli sforzi», ha aggiunto von der Leyen, che ha affidato al commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, il compito di presentare il piano. Il lavoro sarà condotto in collaborazione con altri quattro commissari: Wopke Hoekstra si occuperà della transizione ecologica del settore, Stéphane Séjourné gestirà la catena del valore industriale, Henna Virkkunen seguirà i temi legati all’innovazione digitale, mentre Roxana Minzatu si focalizzerà sulle sugli aspetti sociali del comparto.
Cosa aspettarsi quindi dal prosieguo del confronto e dal piano che sarà presentato a marzo? L’Europa nelle ultime settimane ha decisamente ammorbidito la sua linea sulle regole che stanno guidando la transizione del settore automotive verso la neutralità climatica e ha aperto a una maggiore flessibilità. Ma gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni di Co2, con il limite del 2035 per le auto con motore termico, difficilmente verranno toccati e modificati.
Il problema, nel breve termine, è rappresentato dalle multe che incombono a partire da quest’anno sui produttori che non saranno in grado di rispettare i più stingenti target di emissioni entrati in vigore con l’inizio del 2025. La Commissione cercherà quindi di trovare un modo per evitare che le sanzioni penalizzino ulteriormente un settore che sta faticando molto a gestire la transizione, anche se non ha ancora chiarito come. Secondo recenti indiscrezioni, Bruxelles starebbe anche studiando l’ipotesi di un meccanismo paneuropeo di incentivi per le auto elettriche, per dare la spinta finora mancata al mercato. (riproduzione riservata)