Il mercato dell’auto europeo resterà sostanzialmente fermo fino alla fine del decennio, mentre i costruttori cinesi continueranno a guadagnare terreno fino a conquistare una quota a doppia cifra del mercato. È quanto emerge dalla 23esima edizione del Global Automotive Outlook di AlixPartners, presentata a Milano: è la fotografia di un settore sempre più alle prese con una profonda trasformazione tecnologica, geopolitica e industriale.
Secondo lo studio, le immatricolazioni di veicoli leggeri in Europa passeranno dai 18,8 milioni del 2025 ai 18,7 milioni del 2026, per poi crescere solo marginalmente fino a 19,5 milioni nel 2030. Una dinamica che conferma la sostanziale stagnazione della domanda europea. In questo contesto però i marchi cinesi sono destinati a rafforzare significativamente la propria presenza. AlixPartners stima che entro il 2030 gli Oem cinesi arriveranno a rappresentare il 16% del mercato europeo, considerando sia i veicoli importati sia quelli prodotti localmente.
Ancora più forte la crescita dei gruppi cinesi prevista in Italia. Le vendite complessive nel mercato italiano dovrebbero attestarsi intorno a 1,8 milioni di unità quest’anno, contro gli 1,7 milioni nel 2025, per poi rimanere sostanzialmente stabili fino al termine del decennio. Ma nel frattempo la quota dei costruttori cinesi dovrebbe passare dal 6% del 2025 al 13% già nel 2026, per raggiungere un minimo del 22% e addirittura un massimo del 30% entro il 2030. «Quello che impressiona è il loro tasso di crescita impetuoso trimestre dopo trimestre», ha spiegato Dario Duse, Emea Leader Automotive & Industrial e Italy Country Leader di AlixPartners.
Lo scenario globale appare ancora più complesso. AlixPartners prevede una contrazione del 4% delle vendite mondiali di autovetture e veicoli commerciali leggeri nel 2026, a 88,1 milioni di unità rispetto ai 91,5 milioni del 2025. A pesare saranno soprattutto il rallentamento della Cina, dove il mercato dovrebbe perdere il 10%, e quello del Nord America, atteso in calo del 3%. Solo dopo questa fase il settore dovrebbe tornare a crescere, seppure lentamente, fino a raggiungere 94,8 milioni di unità nel 2030.
«Per il secondo anno consecutivo l’automotive è l’industria più disrupted, soggetta a turbolenze e forze trasformative legate alla competizione, alla geopolitica e ai cambiamenti della domanda», ha osservato Duse, sottolineando come gli anni record del 2021 e del 2022 siano ormai lontani e come la redditività dei costruttori continui a deteriorarsi trimestre dopo trimestre. La transizione verso le nuove alimentazioni proseguirà comunque, anche se a ritmi inferiori rispetto alle attese di qualche anno fa. Entro il 2030 i veicoli a nuova energia (Nev) rappresenteranno il 42% del mercato europeo e il 27% di quello italiano. Le sole auto elettriche a batteria (Bev) raggiungeranno una quota del 32% in Europa e del 19% in Italia.
Nonostante l'espansione internazionale, i produttori cinesi dovranno però affrontare numerosi ostacoli. Secondo AlixPartners, la prima barriera è rappresentata dai dazi e dalle tariffe commerciali introdotti da Stati Uniti ed Europa, ai quali si aggiungono i vincoli sugli investimenti e l'obbligo di creare partnership locali che riducono il controllo diretto sui mercati esteri. A complicare ulteriormente il quadro ci sono le questioni legate alla sicurezza dei dati, agli standard tecnologici e ai requisiti Esg richiesti nei mercati occidentali.
Un altro elemento chiave sarà l’accettazione da parte dei consumatori. In Italia, secondo le rilevazioni di AlixPartners, il 51% dei giovani tra i 18 e i 34 anni dichiara di non voler acquistare un’auto di un marchio cinese. La quota scende al 38% in Francia e al 31% in Gerania. Per confronto, soltanto il 19% degli intervistati esclude un’auto giapponese e il 15% una sudcoreana. Eppure, la crescita dei costruttori cinesi è probabilmente la principale minaccia competitiva per l’industria automobilistica europea, già alle prese con margini in calo, sovracapacità produttiva e una transizione tecnologica sempre più costosa. (riproduzione riservata)