«I nostri agenti sono professionisti che, con il supporto delle nuove tecnologie, migliorano produttività ed efficacia», con queste parole Bruno Scaroni, ceo di Zurich Italia, ha sintetizzato lo spirito della trasformazione in atto nel settore assicurativo, protagonista dell’Insurance day organizzato dal gruppo Class Editori.
L’innovazione tecnologica, ha spiegato, non sostituisce le reti di agenti ma le rafforza, rendendo più efficiente l’intera catena del valore, dalle operazioni alla gestione dei sinistri. Un cambio che procede di pari passo con l’adozione di regole sempre più stringenti come quelle introdotte dal Dora, il regolamento europeo sulla sicurezza digitale, e «rende necessario un continuo adattamento ma, al tempo stesso, rappresenta una barriera all’ingresso per nuovi operatori».
Un approccio simile è stato espresso da Alberto Tosti, direttore generale di Sara Assicurazioni, che ha ricordato come l’efficienza passi anche dalla modernizzazione dei processi e dall’uso del cloud: «Le nuove tecnologie ci consentono di ottimizzare tempi e risorse, migliorando l’operatività della rete e la gestione dei dati. Il passo successivo è creare ambienti protetti e condivisi per conservare e utilizzare in modo sicuro le informazioni aziendali».
Sull’evoluzione della distribuzione si è soffermato poi Jozef Bala, ceo di Athora, che ha descritto la sfida di operare in un mercato dominato dai grandi gruppi bancari e assicurativi. «Ci definiamo una start-up con cinquant’anni di storia e senza rete proprietaria. La competizione è altissima, anche per effetto del Danish Compromise (il regolamento che norma la partecipazione delle banche nel capitale delle assicurazioni) che ha spinto le banche a internalizzare il business assicurativo». Bala ha spiegato come la sua l’azienda abbia concentrato gli sforzi sull’integrazione di tecnologie per la sicurezza informatica e su un miglioramento dei canali di contatto con la clientela.
Nel comparto della bancassicurazione Alberto Rossi, ad di Mediolanum Vita, ha delineato il valore dell'ìntegrazione tra banca e compagnia spiegando che «nel nostro modello produzione e distribuzione sono unite per garantire coerenza. Non è una questione di prezzo, ma di visione: vogliamo rispondere ai bisogni del cliente in modo completo, con la figura del family banker formato sulla protezione della persona e del patrimonio». Rossi ha anche richiamato la necessità di semplificare i contratti assicurativi per renderli facilmente comprensibili anche a una clientela non specialistica.
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