
Nonostante l’andamento molto negativo dei mercati finanziari Anima Holding ha chiuso il 2022 con commissioni nette di gestione per 289 milioni, limitando il calo al 2% rispetto al 2021. Questo grazie alla raccolta netta positiva per 1,6 miliardi (2,4 miliardi con le deleghe assicurative di ramo I) che, seppur in calo dai 6,07 miliardi del 2021, hanno portato il totale delle masse gestite a fine dicembre a 177,1 miliardi.
La caduta di azioni e bond dello scorso anno ha avuto un forte effetto sulle commissioni di incentivo, scese da 141,4 a 16,6 milioni. Considerando queste ultime e gli altri proventi, i ricavi totali sono stati 34 milioni (-28%). I costi operativi ordinari sono aumentati dell’1% a 87,7 milioni e il rapporto fra costi e ricavi netti complessivi si è attestato al 26,9%. L’utile netto è sceso del 49% a 120,8 milioni.Tale frenata peserà sul dividendo: il cda proporrà 0,22 euro per azione al posto degli 0,28 euro dell’anno scorso. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2022 risulta negativa per 60,9 milioni (in calo rispetto ai +25,1 milioni di fine 2021. È stata inoltre deliberata la convocazione dell’assemblea per il 21 marzo, quando il cda proporrà la cancellazione di azioni proprie pari al 5% del capitale.
«Dopo un anno difficile per il risparmio gestito a causa dell’andamento fortemente negativo dei mercati finanziari il gruppo Anima registra risultati caratterizzati da grande resilienza che consentono anche per quest’anno di offrire agli azionisti un ritorno che si colloca nella fascia alta per il nostro settore in Europa», ha commentato Alessandro Melzi d’Eril, amministratore delegato di Anima Holding. «Questa solidità ci dà grande fiducia per il futuro; la nostra elevata disponibilità di cassa ci consentirà di proseguire nelle politiche di remunerazione per gli azionisti degli ultimi anni e contemporaneamente di guardare a possibili operazioni di crescita esterna sia su base opportunistica sia in un contesto di aggregazioni fra gruppi bancari, certi di costituire un valore e di poter giocare un ruolo di facilitatore per una rapida ed efficace valorizzazione delle potenzialità del wealth management per tutti i soggetti coinvolti».
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